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di DIEGO GUSTAVO REMAGGI – In Sicilia, così come ormai in tutta Italia, il Congresso del Pd, è diventato una guerra senza esclusione di colpi. Dopo la riunione della direzione nazionale nello scorso settembre, i Democratici hanno deciso di rinnovare tutti i segretari di circolo e delle province prima delle primarie che eleggeranno il segretario nazionale (i segretari regionali saranno rinnovati nella primavera del 2014). L’unico imperativo è vincere, ad ogni costo e con ogni mezzo.

Qualche anno fa si parlava di “truppe cammellate”, ovvero enormi squadroni clientelari, gente a cui importa poco o nulla del partito – e di rimando, del Paese -, ma che va a votare per amicizia o interesse. D’altronde la X su una scheda richiede pochi secondi, ma potrebbe valere qualche lavoretto, qualche favore o qualche extra che non hai mai fatto male a nessuno. A Misterbianco, in provincia di Catania, lo scorso 20 ottobre si è tenuto il congresso per l’elezione dei dirigenti locali. Testimoni del circolo hanno raccontato che alle 18, orario in cui si aprivano le operazioni di voto, si erano presentate ai seggi un centinaio di persone che chiedevano di essere tesserate per votare il segretario. Erano il doppio di coloro che seguivano il congresso dalle prime ore del mattino: erano le truppe cammellate. E tutto sarebbe andato bene se i “veri” iscritti non si fossero alzati ed avessero chiesto ai propri candidati (uno legato a Gianni Cuperlo e uno fedele a Matteo Renzi), di sospendere questa selvaggia lotta tra gang. Non c’è stata nessuna guerra invece ad Enna, dove Vladimiro Crisafulli, cuperliano, è stato eletto segretario provinciale (95% dei voti, una percentuale bulgara) nonostante pochi mesi fa fosse stato “epurato” dal Partito a causa delle sue vicende giudiziarie – qualche incontro di troppo con gente legata alla mafia, favori, ecc. -, ritenuto non degno di sedere in Parlamento.

Nella scorsa settimana però hanno iniziato a moltiplicarsi i problemi legati a brogli, liti e accuse nei congressi locali, tanto che i media hanno iniziato a parlare di vera e propria guerra all’interno del Pd. In molti casi i responsabili dei circoli comunali o provinciali, avrebbero fatto in modo di aumentare il numero degli iscritti “trovando” gente disposta a votare il proprio candidato, qualche esempio?

  • Il consigliere comunale di Milano, David Gentili, ha accusato alcuni circoli del Pd cittadino di aver fatto “sconti” da supermercato alle tessere, il cui costo, dai 60 euro iniziali, sono scese fino ad arrivare a 15 euro;

  • a Frosinone, tre candidati alla segreteria hanno puntato il dito contro il quarto contendente, reo – secondo loro -, di aver messo su un vero e proprio “mercificio di tessere”;

  • ad Asti e in due paesi della provincia il congresso è stato addirittura sospeso il 30 ottobre per verificare la regolarità dei voti. Come raccontato su alcuni quotidiani nazionali, poco prima del voto ben 341 persone hanno deciso di tesserarsi, facendo arrivare il numero degli iscritti a 600, ben 448 in più rispetto all’anno precedente, tra cui 200 albanesi e minoranze etniche romene o dell’est europa;

  • a Napoli, come raccontato da Pippo Civati sul suo blog, un esponente del Pd è stato “schiaffeggiato daun consigliere del Pdl che stava facendo tessere per il Congresso del Pd.

In tutto il resto d’Italia la situazione non cambia granchè. A Rovigo il congresso provinciale è stato sospeso. Renziani e bersaniani si sono accusati di ogni sorta di scorrettezza: dagli ormai noti stranieri tesserati agli iscritti raddoppiati in poche ore con Treviso che ha visto aumentare del 200% i propri “Democratici”. In Toscana c’è la stessa situazione: a Grosseto ci sono stati tanti ricorsi per iscrizioni contestate così come a Viareggio, mentre a Firenze dove regna Matteo Renzi ci sono stati ben 800 nuovi iscritti. Anche a Parma, in ambito provinciale c’è stato una sorta di “miracolo” di moltiplicazione delle firme, soprattutto a Pellegrino Parmense che oggi può contare su 50 iscritti, 47 in più rispetto all’anno scorso e tutti schierati dalla parte di Alessandro Cardinali, candidato alla segreteria provinciale.

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