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Per il secondo anno consecutivo, FederFauna, un sedicente sindacato di allevatori e commercianti di animali, ha indetto il “Premio Hitler”. Polemizzando con chi gli animali li difende davvero, e che secondo il segretario Massimiliano Filippi “bruciano furgoni”, il tanto discusso riconoscimento è un simbolo di difesa verso allevatori, circensi e ricercatori. Il pensiero di FederFauna è semplice: Hitler era un animalista e il premio è proprio per tutelare le “vittime di violenze di matrice animalista”. L’ironia però non è delle più riuscite, pensando ai crimini perpetrati dal nazismo.

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Al vincitore dell’agognata  onoreficenza sarà consegnata ”una targa ricordo con l’immagine del fuhrer che accarezza amorevolmente due caprioli sullo sfondo del campo di concentramento di Auschwitz, sovrastata dalla scritta ‘Animal Rights’ corretta in ‘Animal Reich’“.

Al primo classificato si concede – come se non bastasse – anche la possibilità di concordare con l’organizzazione “il calendario di pranzi/cene rigorosamente a base di prodotti di origine animale presso aziende che lavorano con gli animali in Italia e/o all’estero”.

L’anno scorso vinse Michela Brambilla, ma – chissà come mai -, non lo ritirò.

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