Published On: Gio, Nov 21st, 2013

No Tav contro tutti: quando un sit-in diventa guerriglia.

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di FRANCESCA FONTANA – Otto i banchi che ieri mattina componevano il tradizionale mercato ortofrutticolo di Campo de’ Fiori: i negozianti temevano che l’annunciato sit-in dei No Tav potesse sfociare in tensioni e, col senno di poi, possiamo dire che non sbagliavano. Il solito spettacolo, in parte già visto negli scontri del 19 ottobre e nei tafferugli del 31 ottobre: cariche, lanci di fumogeni, bottiglie, bombe carte. Dieci i feriti, tra cui sette poliziotti. Tutto è iniziato poco dopo le 16 quando, mentre stava per iniziare il blindatissimo vertice Italia-Francia a Villa Madama, circa 80 antagonisti, incappucciati, si sono diretti verso la sede nazionale del Pd in via Sant’Andrea delle Fratte e hanno iniziato a lanciare petardi, protestando contro il voto di fiducia al Ministro Cancellieri e bloccati subito dalle cariche di alleggerimento della polizia. A questo punto si sono spostati in via delle Mercede, puntando alla sede del Cipe, e anche qui sono stati allontanati dalla reazione delle forze dell’ordine. Dopo questi primi tentati assalti hanno quindi raggiunto Campo de’ Fiori, dov’era già cominciato il sit-in dei manifestanti No Tav: a loro si sono aggiunti circa 300 aderenti ai movimenti per la casa e immigrati, per un totale di un migliaio di persone. Il tutto è degenerato quando le varie anime della protesta hanno tentato di formare un corteo non autorizzato. Da qui la vera e propria guerriglia che si è scatenata in via dei Giubbonari, quando una ventina di antagonisti ha cercato di entrare nella storica sezione del Pd. “Erano bestie mosse da un odio bestiale”, racconta Giulia Urso, segretaria del circolo da tre anni, che ha visto tutto con i propri occhi. Solo dopo qualche ora di tensione l’accordo è stato raggiunto e la Questura ha autorizzato i manifestanti a sfilare fino al Circo Massimo, dove il corteo si è poi sciolto spontaneamente. Luca Faggiano, del coordinamento cittadino ‘Lotta per la casa’ ha chiuso la manifestazione dicendo: “L’assedio continua. Siamo noi quelli che cambieranno questo Paese e non soltanto questo”. L’ennesimo triste episodio tutto capitolino però non si cancella: i politici prendono posizione e condannano duramente i ‘violenti’, peraltro ribadendo che la Tav resta una priorità. Il Ministro Mauro: “non c’è dubbio che i soldi per la Tav ci sono e la Tav ci sarà”.

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