Published On: Mar, Nov 19th, 2013

Un’assemblea permanente contro l’inceneritore

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di BRUNELLA ARENA – Toni accesi, come i forni dell’impianto di Ugozzolo, quelli usati dai membri dell’assemblea permanente contro l’inceneritore che nella giornata di sabato 16 novembre si è riunita sotto i portici del grano, sede del comune, dopo aver bloccato l’impianto nel corso della mattinata, per chiederne la chiusura. Sull’onda di slogan come “I vostri profitti, i nostri tumori” e invocando la chiusura della struttura “per la difesa del territorio e per il diritto alla salute” i membri dell’assemblea si sono avvicendati al megafono per urlare il loro dissenso e le loro richieste al sindaco e alla città intera, supportati da cittadini che ne hanno sposato la causa, forse meno i toni. Ai primi interventi, più pacati, fanno seguito rabbia e attacchi personali dettati dalla netta sensazione di essere stati presi in giro da un’amministrazione, quella 5 Stelle, che sulla lotta al “mostro” ha condotto e basato parte della campagna elettorale che li ha portati alla vittoria.

“Dall’anno scorso l’amministrazione non si è mossa in questo senso e quindi siamo scesi in piazza noi in prima persona, stamattina abbiamo bloccato i cancelli e siamo entrati nella struttura impedendo ad alcuni camion di rifiuti di arrivare ai forni, lunedì cercheremo di evitare che l’impianto venga definitivamente acceso”, a parlare è Luigi Iasci, uno dei membri dell’assemblea permanente no inceneritore, “se tutta la città si mobilitasse, il funzionamento del forno si potrebbe impedire”. La partecipazione dei cittadini, ricercata, va di pari passo con la totale assenza di chi la città la governa, “abbiamo chiesto al sindaco di essere presente e di impedire che l’inceneritore venga acceso, ma no si è mai presentato, abbiamo cercato di capire quali siano le direttive in materia di rifiuti e abbiamo capito che non c’è alcuna strategia, Folli parla di ‘affamare il mostro’. Perchè in campagna elettorale hanno detto che lo avrebbero fermato se poi non lo fanno? Per i rifiuti serve un piano, non un inceneritore”. Le intenzioni sono lodevoli, ma quale sarebbe l’alternativa al mostro? “Serve una strategia “rifiuti 0” che si può mettere in atto se l’inceneritore non parte, ma se c’è e lo si fa partire, andrà anche alimentato”. Quella di sabato non è stata l’nica mobilitazione dell’assemblea, “e Pizzarotti non ha mai risposto né si è mai presentato, il presidio è pubblico, aperto a tutti”.

La rabbia nasce dall’idea di essere l’ennesima città dotata di inceneritore in una regione che ne conta uno per provincia, 9 in tutto e “ogni rifiuto corrisponde a un guadagno con danni al territorio e con un sistema che porterà ad accogliere i i rifiuti di tutto il Paese, noi crediamo che il diritto alla vita sia più importante dei profitti privati”, dice Daniele al megafono e gli fa eco Gianmarco che alza i toni con slogan come “Pizzarotti sei come gli altri, sei della casta, non basta arrivare in bicicletta per cambiare le cose, sei dalla parte del problema anche tu”. I discorsi richiamano anche i cortei di Napoli e le lotte no Tav in Val di Susa, e i discorsi virano al “la prossima volta in questo comune ci entriamo con i pezzi dell’inceneritore e te li facciamo mangiare” e a ipotetici luoghi in cui deporre la la legalità dei pentastellati. A moderare i toni l’avvocato Allegri che, oltre a sottolineare come l’intervento all’impianto di Ugozzolo della mattina sia stato pacifico al punto che la Polizia non ha ritenuto necessario intervenire, fa un rapido ex cursus della situazione “sotirca” dell’inceneritore e dei motivi, anche legali, per cui non dovrebbe e potrebbe funzionare, come il fatto che sia stato pensato per l’affidamento dei rifiuti e non per lo smaltimento.

Il presidio, un centinaio di persone forse, lascia la piazza dopo gli ultimi interventi e dopo aver ribadito che quella appena vissuta sarebbe stata solo un’altra tra le tante giornate  di mobilitazione che hanno come obiettivo finale la paralisi totale dell’inceneritore.

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