Alan Turing

Alan Turing è stato uno dei padri dell’informatica ed anche uno degli uomini decisivi nella sconfitta del Terzo Reich, per aver decodificato i documenti cifrati con la macchina Enigma e proprio ieri è stato graziato dalla regina Elisabetta II. La grazia concessa serve a rimediare – e in un certo senso a chiedere scusa – per la condanna per il reato di omosesessualità di cui fu accusato lo scienziato. Una decisione totalmente aberrante e fuori dal tempo.

Negli anni ’50, però, l’omosessualità era considerata un “crimine” molto grave, tanto che Turing venne castrato chimicamente e si suicidò a soli 41 anni. E’ stato un eroe per il Regno Unito, ed è stato trattato come uno dei peggiori criminali.

Per arrivare alla sua “riabilitazione”, il percorso è stato lungo e complicato, incentivato soprattutto dal centenario della sua nascita cui persino Google, il 23 giugno 2012, dedicò un “doodle” speciale. Diversi ministri si erano opposti alla sua “grazia” post mortem, ma a prevalere sono stati i pareri dei cittadini che hanno firmato una petizione coinvolgendo persino uno scienziato come Stephen Hawking.

“La sua vita è stata oscurata dalla condanna per omosessualità – ha dichiarato il Ministri della giustizia inglese Chris Grayling -, una sentenza che ora sarebbe considerata ingiusta e discriminatoria e che è stata abrogata. Il perdono della regina è il giusto tributo a un uomo eccezionale”. Ed Milliband, leader laburista ha invece commentato: “Alan Turing era un ero e uno straordinario professore, il suo lavoro ci ha aiutato a vincere la Seconda Guerra Mondiale. Sono contento che abbia ricevuto il Royal Pardon”.

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