Khalid Chaouki

Khalid Chaouki è un giornalista ed un parlamentare del Pd. Dalla scorsa domenica si trova a Lampedusa, nel centro di cui si è sentito molto parlare la scorsa settimana a causa di un video girato da uno dei migranti in cui si vedevano “brutali” tratamenti antiscabbia cui venivano sottoposte le persone appena arrivate. I responsabili dell’accaduto sono stati rimossi dalle loro funzioni ma, dice Chaouki, “le condizioni di vita dei migranti all’interno del centro restano critiche e, in molti casi, la loro permanenza sull’isola rimane illegale.

Quello di Lampedusa d’altronde non è un CIE, un Centro di Identificazione ed Espulsione, ma un Centro di Soccorso e Prima Accoglienza (CPSA). Chaouki, ha deciso di scendere nel campo di accoglienza e di lottare per migliorare i diritti dei migranti, “Non si può stare in silenzio davanti a questa chiara violazione della legge. Qui non ci sono le condizioni per un’accoglienza nel rispetto dei diritti umani più elementari.”. Ieri, sulla Stampa ha scritto:

Non avrei mai immaginato di passare una notte insieme ai tanti profughi in questo centro, che pure, negli ultimi anni, ho visitato altre volte. La decisione forte – lo ammetto – che ho preso volendomi rinchiudere qui dentro, è nata dopo aver visto il volto dei sopravvissuti alla tragedia del 3 ottobre. Sette giovani tra cui una ragazza, eritrei, salvi per miracolo e oggi ancora rinchiusi qui dentro. Dopo aver salutato alcuni dei superstiti di quel tragico 3 ottobre, ho voluto conoscere «Khalid», nome di fantasia del giovane siriano che ha documentato le scene vergognose di qualche giorno fa rilanciate dal Tg2. Era pallido, seduto all’angolo di una piccola stanza.

La prima cosa che mi ha detto è stata «Grazie per la tua visita». Mi ha fatto accomodare di fianco a lui. Siamo quasi coetanei e parliamo entrambi l’arabo. Era pallido perché da due giorni è in sciopero della fame. «Non ce l’ho con gli operatori di questo centro. Ci hanno sempre trattato nel miglior modo possibile. Voglio solo uscire di qui perché non ce la facciamo più!». Khalid, insieme ai suoi compagni siriani, è trattenuto qui dal 3 novembre. In teoria sarebbero bloccati per testimoniare contro il trafficante messo sotto indagine.

La protesta di Chaouki sembra essere riuscita a smuovere qualcosa, tanto che proprio poche ore fa, lo stesso parlamentare ha aggiornato il suo profilo Facebook scrivendo:

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