LauraRossi

di FRANCESCA FONTANA – Sono in aumento le persone che chiedono aiuto perché, per aver perso il lavoro o nonostante lavorino, non riescono più a sostenere le spese famigliari e a pagare il mutuo. Queste ultime tipologie rappresentano ormai il 60% delle domande a Parma – che nell’ultimo anno sono state più di 1800. Quattrocento sono invece le domande esaminate in Commissione e 1300 quelle presentate per il bando Parma Social House. “Il numero delle situazioni in emergenza abitativa è in continuo aumento: 167 nuclei in situazione di sfratto o in grave difficoltà sono stati collocati in emergenza nell’ultimo anno, il che significa più di 2 alla settimana in media – constata l’assessore al Welfare Laura Rossi – A questo si aggiunge la difficoltà oggettiva a rilasciare gli alloggi”.

Per fronteggiare questa situazione l’assessorato ha investito notevolmente nell’ambito delle politiche abitative e ha ipotizzato due percorsi. Laura Rossi spiega: “da una parte abbiamo previsto un investimento strutturale a medio termine che prevede l’aumento alloggi ERP e l’implementazione della gestione dell’edilizia sociale”. Un ruolo decisivo in questo frangente sarà svolto dalla Acer, l’azienda che subentrerà presto a Parmabitare e Casadesso nella gestione del patrimonio abitativo: con il loro piano straordinario saranno acquisiti 24 alloggi ERS nell’immediato e 145 nel corso del 2014, da immettere nel mercato con canoni calmierati. A ciò si aggiunge il progetto Parma Social House, che ha già assegnato i primi 98 alloggi e approvato il bando per l’assegnazione di altri 82 appartamenti, destinati a giovani coppie o famiglie, con contratto d’affitto sostenibili.

L’altra via riguarda gli alloggi disponibili per le collocazioni d’urgenza: circa un centinaio gli alloggi utilizzati per le famiglie rimaste senza abitazione nell’ultimo anno e 76 i nuclei familiari accolti temporaneamente nelle varie strutture cittadine. I dormitori invece sembrano davvero offrire poco posto ai senza tetto: 88 posti nei dormitori maschili e 25 in quelli femminili, 6 nel dormitorio misto Betania per i tossicodipendenti e 49 posti in tutta Parma per i rifugiati politici.

È chiaro che le esigenze restino superiori alle disponibilità. Per questa ragione, l’Amministrazione Comunale ha richiesto al Prefetto la convocazione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica al fine di concordare un piano cittadino di gestione dell’emergenza abitativa. Nell’incontro saranno avanzate tre richieste: al Prefetto, il blocco temporaneo degli sfratti, almeno per l’inverno imminente; al Vescovo, ulteriori spazi da utilizzare come dormitori per famiglie in emergenza; a Istituzioni e Fondazioni, nonché ai privati, la messa a disposizione di appartamenti a canone simbolico (o con i soli costi vivi).

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