Published On: Gio, Dic 5th, 2013

Privatizzazioni, mossa del Governo: in arrivo 10-12 miliardi

letta saccomanni

di DIEGO REMAGGI – Lo scorso 21 novembre si è riunito il Consiglio dei ministri e nel comunicato stampa pubblicato al termine della seduta si dice che il governo “ha ascoltato una relazione del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, sulle privatizzazioni nella quale è stata affrontata l’opportunità di mettere in vendita quote di società pubbliche senza andare a toccare la quota di controllo delle stesse”.
Il piano di Saccomanni prevede un incasso tra i 10 e i 12 miliardi di euro per il prossimo anno, da ottenere con la vendita di quote in otto società pubbliche. Enrico Letta ha detto che queste prime privatizzazioni – all’inizio del 2014 si dovrebbe lavorare a un altro piano – verranno effettuate in circa un anno e che “la metà andrà a riduzione del debito pubblico nel 2014, l’altra per la ricapitalizzazione della Cassa Depositi e Prestiti”.
Il piano è motivato in parte dal fatto che la Commissione Europea ha recentemente mosso alcune critiche alla politica economica italiana: con le misure annunciate ieri si cerca anche di ottenere maggiore flessibilità da parte dell’UE nel permettere maggiori spese per gli investimenti (si parla di circa 3 miliardi di euro).
Il Corriere della Sera ha elencato le società di cui si sta parlando, che fanno parte soprattutto dei settori dei trasporti e dell’energia:
1) Eni, il gigante del petrolio e del gas partecipato al 30,1% dal Tesoro e da Cdp, la Cassa depositi e prestiti (gestisce il risparmio postale);
2) Stm, holding italo-francese partecipata al 50% dal Tesoro, che controlla StmMicroelectronics, leader nella produzione di componenti elettronici a semiconduttori;
3) Fincantieri, tra i leader mondiali della cantieristica, posseduta al 99,3% da Fintecna (Cdp);
4) Cdp Reti, il veicolo di investimento posseduto al 100% dalla Cassa depositi e presiti che ha acquisito l’anno scorso dall’Eni il 30% di Snam (gas);
5) Tag, la società partecipata all’89% da Cdp che gestisce in esclusiva il tratto austriaco del gasdotto che trasporta il gas dalla Russia in Italia;
6) Grandi stazioni, controllata al 60% dalle Ferrovie dello Stato per la gestione delle principali stazioni italiane;
7) Enav, la società per il controllo del traffico aereo al 100% del Tesoro;
8) Sace, gruppo per l’assicurazione dell’export posseduto interamente da Cdp.
Il ministro dell’Economia Saccomanni ha aggiunto che sarà messo in vendita il 60 per cento di SACE (per cui, scrive il Sole 24 Ore, ci sarebbe un interesse da parte del gruppo Generali), il 60 per cento di Grandi Stazioni, il 40 per cento di ENAV, il 40 per cento di Fincantieri e il 50 per cento di CDP Reti. Le due principali società di cui lo stato perderebbe il controllo sono quindi il gruppo assicurativo SACE e Grandi Stazioni, che attualmente fa parte del gruppo Ferrovie dello Stato e che è già per il 40 per cento di proprietà di privati. Grandi Stazioni gestisce le tredici principali stazioni ferroviarie italiane.

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