stalking

di FRANCESCA FONTANA – È stato presentato ieri mattina in Provincia il nuovo strumento informativo, realizzato dall’Ente, sullo stalking: uno strumento specifico, prodotto in 60mila copie e redatto in cinque lingue – italiano, inglese, francese, russo e arabo.  “Questa nuova iniziativa ha l’obiettivo di informare tutte le donne su cosa sia lo stalking, su come si può manifestare, su come e perché chiedere aiuto” – spiega l’assessore alle Pari Opportunità Marcella Saccani e, difatti, nel depliant troviamo tracciata anzitutto la figura dello stalker, poi una spiegazione sintetica della legge aggiornata in materia e tutti i numeri utili: del Centro Antiviolenza, della Questura, delle stazioni dei Carabinieri di tutta la provincia. A loro è possibile rivolgersi per chiedere aiuto, avviare la procedura di ammonimento o sporgere denuncia.
“Vogliamo arrivare in ogni luogo e per questo abbiamo coinvolto tanti soggetti che insieme a noi distribuiranno questo strumento”, prosegue la Saccani. La distribuzione sarà capillare e sarà attuata anche grazie a chi ha collaborato all’iniziativa. Fra i soggetti coinvolti, presenti la vicepresidente del Centro Antiviolenza Daniela Manici, il primo dirigente della Questura di Parma Maria Grazia Ligabue, il capitano dei Carabinieri di Parma Giorgio Sulpizi, Daniela Teneva di “Hina” – che con “Milleunmondo” ha curato le traduzioni. C’è anche Iren e l’Azienda universitaria ospedaliera: in tanti hanno contribuito.
“Negli ultimi anni è come se avessimo notato un senso di impunità verso gli stalker e da parte delle vittime stesse quasi la sorpresa di essere ascoltate: la sfiducia va cancellata e alimentata con le informazioni giuste”, ha sottolineato Davide D’Andrea, dirigente del settore ‘reati contro la persona’ della Questura di Parma e autore del testo “Il delitto di atti persecutori e il provvedimento preventivo dell’ammonimento” (utile spunto, peraltro, per i contenuti del volantino).
Importante, nella conferenza di ieri, la testimonianza dei genitori di Silvia Mantovani, giovane donna uccisa a Parma nel 2006 dall’ex fidanzato, dopo anni di tormento: “Nessuno che sia dentro questo vortice pensa possa capitare e invece è così”. Il “non dobbiamo avere paura” della madre, Laura, e le parole del padre, Carlo: “Spero e speriamo che la nostra testimonianza serva a chi è a rischio, a mettere in guardia affinché non succeda ad altri quello che è accaduto a noi”: davvero un monito, come ha detto l’assessore Saccani. Lo dice chiaramente: “Nessuno ha più alibi o spazio per dimenticare questi problemi, e non ci basta il 25 novembre: noi ci siamo presi l’impegno di continuare”. Anche così, in 60mila copie.

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