Luigi Giuseppe Villani

A quanto pare l’ex capogruppo Pdl in Regione, Luigi Giuseppe Villani, è rientrato in servizio all’Ausl di Piacenza. A rivelarlo è stata, ieri, l’agenzia Dire:

Da due mesi ormai Villani, accusato di peculato e corruzione nell’ambito dell’inchiesta Public Money insieme all’ex sindaco di Parma, Pietro Vignali, ha ripreso il suo lavoro di dirigente medico nel dipartimento di chirurgia dell’ospedale di Piacenza – scrive la Dire – Per questo la Regione ha disposto di sospendere del tutto il suo stipendio da consigliere regionale. Si tratta in sostanza di un automatismo, come spiega la delibera dell’Ufficio di presidenza dell’Assemblea legislativa, approvata lo scorso 27 novembre. Da quando e’ stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta portata avanti dalla Procura di Parma, Villani e’ stato sospeso “di diritto per 18 mesi” dal 14 gennaio 2013 fino al 13 luglio 2014, sia dal suo ruolo di capogruppo del Pdl in viale Aldo Moro sia dalla sua carica di consigliere regionale, per effetto della legge anticorruzione del Governo Monti. Villani non riceve piu’ neanche il suo stipendio completo da eletto in Regione, ma solo un assegno che e’ pari alla meta’ dell’indennità di carica. Lo scorso 25 ottobre, l’Assemblea legislativa ha ricevuto una comunicazione dall’Ausl di Piacenza che conferma il rientro in servizio di Villani a partire dallo scorso 1 ottobre. Per questo, scrive l’Up in delibera, si ritiene che “non sussistano più i presupposti per mantenere la concessione dell’assegno” erogato finora all’ex capogruppo del Pdl. “Ciò comporta una riduzione della spesa” pari a 9.156 euro, nel bilancio di previsione 2013 alla voce “indennità di carica dei consiglieri regionali”, relativamente ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2013, “nonchè una minor spesa, per l’esercizio finanziario 2014, la quale al momento non risulta quantificabile in maniera specifica in ragione dei provvedimenti in fase di definizione delle autorità competenti in merito alla sospensione ex lege”. Villani, dopo essere stato ai domiciliari, si e’ visto imporre dal Tribunale di Parma, in estate, un’ordinanza di divieto di dimora a Bologna, cosa che gli ha impedito di riprendere la sua attività di consigliere regionale, non potendosi neanche avvicinare al capoluogo emiliano, sede dell’Assemblea legislativa. La prima udienza vera e propria del processo a suo carico, dopo il rinvio del 4 ottobre scorso, è fissata per il prossimo 24 gennaio.

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