Published On: Mer, Gen 15th, 2014

Coprifuoco ad Amburgo, un problema di civiltà

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di DARIA DOLENZ – Sta continuando a far discutere in tutta Europa la notizia dell’istituzione di un vero e proprio coprifuoco in tre quartieri di Amburgo dopo i disordini tra manifestati e polizia causati dallo sgombero del centro sociale Rote Flora. Lascia davvero perplessi la sospensione delle libertà civili in tempo di pace in un paese ricco e ordinato come la Germania. Ma evidentemente non è tutto oro quel che luccica. E anche la prima potenza economica del Vecchio continente ha le sue pesanti contraddizioni se è vero come è vero che nei tre quartieri di Amburgo (Altona, St. Pauli e Sternschanze) da dicembre scorso la polizia ha poteri straordinari come ad esempio quelli di interrogare e arrestare chiunque. E’ stata insomma istituita dal sindaco della città una “Zona pericolosa” a tempo indeterminato nella quale vige un vero e proprio stato di polizia.
L’Europa è la patria del diritto e francamente non ci pare che i problemi sociali possano essere risolti col manganello. Tanto più se lo sgombero del Rote Flora (un ex teatro) non è immune dal sospetto che l’area sia oggetto di forti appetiti immobiliari. A St. Pauli infatti dovrebbero essere costruiti una serie di appartamenti di lusso al posto del rifugio St. Pauli Esso Houses e proprio il centro sociale dovrebbe diventare un nuovo auditorim che arriverebbe ad ospitare 2.500 persone, un centro culturale, uffici e un parcheggio sotterraneo di tre piani. La riqualificazione dell’area è però interpretata dai giovani del Rote Flora come un processo di gentrificazione. Concetto introdotto nel 1964 dalla sociologa Ruth Glass (da gentry, classe sociale di alto rango) che significa modificazione socio-culturale di un determinato spazio territoriale causata dall’acquisto di immobili da parte di persone facoltose in comunità più povere. E proprio di poveri si occupava il centro sociale. Il Rote Flora ospitava infatti circa 300 profughi extracomunitari provenienti da diversi paesi europei (una settantina da Lampedusa) e dall’incerto status giuridico. Il portavoce della Die Linke (La Sinistra), Christiane Schneider, ha dichiarato che l’istituzione di una “Zona pericolosa” è un atto illegale e che le attività della polizia non sarebbero sotto controllo del Parlamento. Insomma ad Amburgo lo Stato è sceso in armi contro un pezzo di società. L’opinione pubblica tedesca è divisa e il dibattito infiamma sui social network. Per quel che può valere la nostra opinione pensiamo che la mediazione e il negoziato siano sempre preferibili alla forza. D’altra parte, in ogni paese europeo esistono situazioni come quelle del Rote Flora. E se la civiltà europea inizia a chiudere gli occhi dinanzi alla logica del dominio del più forte stiamo prendendo una brutta china.

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