politica

di MASSIMILIANO PARENTI – L’anno appena cominciato esige chiarezza sulla situazione politica del presente, per cui verrà analizzato a 360 gradi il momento di tensione che coinvolge gli schieramenti protagonisti della commedia all’italiana.

Il 2014 italico si presenta così: la destra scissa tra la ben nota Forza Italia berlusconiana, che trae forza paradossalmente dal tanto contestato e decaduto leader, i due partiti minori Fratelli d’Italia e Lega Nord i quali, pur rimanendo su basse percentuali, permettono di spostare l’ago della bilancia dei possibili vincitori sulla coalizione di destra ogni volta. Non dimentichiamo il Nuovo Centrodestra di Alfano, composto dai secessionisti che vedono il vecchio capo ormai superato e proiettano la loro fiducia nell’ex delfino. Il loro coinvolgimento nel governo è marginale, nel senso che risulta difficile sostenere che siano la colonna vertebrale delle larghe intese: come è ben noto (soprattutto per FI) non si può mai stare tranquilli: è sufficiente un mal di pancia del capo ed entrare o uscire dal governo diventa una priorità assoluta. Più controversa ancora è la situazione della sinistra: il Pd lettiano, quello al governo, è consapevole di essere ai minimi storici di consenso a causa delle riforme – quelle fatte che non piacciono, quelle invocate dal popolo che non vengono discusse nei disegni di legge – e ha preso coscienza di trovarsi su una palafitta che potrebbe cadere alla prima vera inondazione. Tuttavia, il fatto che nei sondaggi risulti il primo partito in realtà non è una contraddizione: il nuovo leader eletto quasi all’unanimità, Matteo Renzi, sembra essere destinato a gestire in futuro la patata bollente. Il suo comportamento nei confronti di Letta e del governo è inevitabilmente di tenere un piede in due scarpe: da un lato gli occorre l’appoggio del partito e una garanzia per arrivare al voto, dall’altro non può permettersi di deludere i suoi elettori e quindi deve spendersi in diverse critiche sull’esecutivo. Sel di Vendola, nel contempo, garantisce qualche punto in più alla coalizione di centrosinistra.

La terza forza politica (che qualcuno ritiene sarebbe la seconda, se fosse coalizzata) è il M5S: che se ne dica, è vero che negli ultimi mesi ha permesso la decadenza da senatore di Mr.B e ha ostacolato il salvaRoma: ma i problemi rimangono e sono sempre gli stessi. Una mancanza di chiarezza su alcuni punti chiave del programma (come la legge elettorale o la questione immigrazione) e il rapporto tra Grillo e gli eletti rimangono una spina nel fianco per chi sostiene apertamente il movimento. È giusto argomentare che questo gruppo sarà, come è già avvenuto lo scorso Febbraio, la vera incognita dei sondaggi. In ultimo, non pervenuto, il centro “cattolico” di Scelta Civica e ex Udc. La situazione in quest’ultimo anno si è fatta insomma più tesa, composta dai soliti scandali e dalle scissioni dei partiti, un conflitto perenne tra tante voci che non sembra affatto concluso.

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