Dall'Olio
“A Parma la situazione è tranquilla, ma il sistema fognario è vecchio di un secolo e il Comune non può investire”
di BRUNELLA ARENA – Adeguamento in base ai cambiamenti climatici globali in corso nel pianeta, sono le varianti che abbasserebbero il livello di rischio (inondazioni, frane ma anche semplici allagamenti) in caso di maltempo, piogge eccessive e prolungate secondo Nicola Dall’Olio, capogruppo del PD  all’opposizione. In seguito alle precipitazioni dei giorni scorsi e in previsione delle future, alla luce anche di quanto successo in tutta la penisola, morti compresi, abbiamo fatto il punto della situazione a Parma ma non solo.
Le comunità hanno sempre vissuto a ridosso dei corsi d’acqua ma da qualche anno a questa parte tutte le volte che piove si verificano danni ingenti, si parla di allarme e, spesso, si contano le vittime; cosa è successo?
Occorre operare una distinzione nei fenomeni di vasta portata, quelli come le frane, penso agli episodi che hanno riguardato la Val Parma, la zona di Corniglio prima e la frana di Capriglio, sono eventi naturali in cui la mano dell’uomo non c’entra. Il contesto geologico dell’Appennino riporta una situazione in cui le masse non sono ferme, ma si muovono e sono poco compatte. Alcuni fenomeni sono innescati da piogge prolungate o nevicate abbondanti, altre situazioni invece risentono del contributo umano. Sicuramente c’è un cambiamento climatico globale in corso molto rilevante che vede, di pari passo al surriscaldamento, un aumento delle precipitazioni che diventano sempre più intense e frequenti che se prima si verificavano solo in inverno, adesso hanno una frequenza maggiore. A questa situazione va aggiunto un utilizzo errato del territorio da parte dell’uomo: la cementificazione delle superfici porta all’incremento dei fenomeni di allagamento perché il terreno viene reso impermeabile e l’acqua non filtra. Di pari passo, più si costruisce più materiale si trova ad essere distrutto o danneggiato in caso di frane, smottamenti, allagamenti. A Parma, per esempio, il sistema fognario non subisce modifiche da quasi un secolo
Quando si costruiscono nuovi complessi residenziali o nuove strutture quali sono le norme da adottare? E a Parma la situazione fognaria com’è?
La rete fognaria non è adeguata, i costi vengono scaricati sui bilanci pubblici ma i lavori non vengono eseguiti perché il rifacimento ha spese che nessun Comune può permettersi, pertanto si procede con piccoli adeguamenti che non sempre funzionano, testimonianza sono gli allagamenti. Una pratica che andrebbe adottata, sia a livello regionale che nazionale, sarebbe quella di rendere obbligatori gli adeguamenti idraulici quando si occupa un nuovo suolo; e altrettanto necessaria sarebbe la variante idraulica per i terreni già impermeabilizzati. A Parma dovrebbe essere una pratica adottata di routine, in realtà gli adeguamenti vengono fatti raramente. La situazione è particolarmente critica nella zona nord della città e se nei nuovi quartieri la rete fognaria viene fatta a norma è molto difficile adeguare e sistemare la parte più vecchia, anche perché si conosce poco del sistema fognario, manca un quadro unitario.
Le spese per gli adeguamenti sono a carico del Comune?
Sì, quelle previste per la città sono a carico del bilancio comunale mentre quelle fuori sono a carico dei consorzi di bonifica che infatti chiedono a gran voce gli adeguamenti.
Com’è la situazione di Parma che, peraltro, ha il fiume in città?
Con la cassa di espansione messa in sicurezza la situazione è tranquilla, per quanto riguarda gli episodi di allagamenti localizzati e nelle zone periurbane non sono situazioni che si risolvono on un anno e non dipendono da una o dall’altra amministrazione, bisognerebbe cambiare il modo in cui si interviene sulla città; considerare bene se intervenire e stare alle leggi, migliorare le strutture e i complessi esistenti adattandosi ai cambiamenti climatici in corso, sostituire, per esempio, le superfici rese impermeabili con altre permeabili per favorire l’infiltrazione dell’acqua. A Parma questi provvedimenti non sempre vengono presi e rispettati, mi auguro che siano invece inseriti, come chiesto, nel prossimo piano strutturale comunale per quello che riguarda la riqualifica urbana. Con gli adeguamenti si riduce anche il rischio.

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