Published On: Mer, Gen 22nd, 2014

La politica emiliano-romagnola del rimborso

Emilia Romagna

di BRUNELLA ARENA – Rimborso. (s.m. derivato da rimborsare) L’azione di rimborsare, il fatto di venire rimborsato di quanto si è speso, e la somma stessa rimborsata. Così recita il vocabolario Treccani. Naturalmente non si accenna a cosa è considerato rimborso lecito per spese realmente sostenute e pertinenti al proprio ruolo, e cosa non lo è. Comunque, in Emilia Romagna, la classe politica deve aver preso il vocabolario alla lettera, nulla di particolare fino a quando tra le spese non compaiono migliaia di euro per fine settimana a Venezia, trasporti e autonoleggi, costosi regali di natale, colazioni al bar e sontuose cene che esulano dalle spese per la politica o perlomeno non rientrano a pieno titolo. É quanto risultato dalle indagini della Procura di Bologna che ha indagato i 9 capigruppo regionali per peculato, destra, sinistra, centro, nessuno escluso.
E così tra le spese rimborsate ai consiglieri, sostenute negli anni 2010 e 2011, ci sono, per esempio, i 30mila euro del consigliere Marco Monari, capogruppo PD dimessosi in seguito alla scoperta dei fatti, per cene e pranzi, cui si aggiungono gli oltre mille euro per un fine settimana a Venezia e altri 85mila euro imputabili alla voce “rimborsi chilometrici, taxi e autonoleggio”. Le dimissioni sono state accettate e giudicate apprezzabili e necessarie. Una magra consolazione.
E, perfettamente in linea con la tendenza, anche il Pdl non è stato da meno, adducendo a spese politiche 277mila euro di taxi e auto blu, 43mila euro, in quota Luigi Villani, ex capogruppo regionale Pdl, per cene e pranzi e le stesse pantagrueliche causali sono state alla base dei rimborsi richiesti da Luca Bartolini, del Pdl di Forlì. Sempre Villani ha addebitato circa 770 euro per un autonoleggio a Parma. Più contenuti i rimborsi dei 5 Stelle, circa 8mila euro per gli spostamenti e 200 di giornali, libri e riviste.
E cosa sarebbe la politica senza il tessuto di relazioni sociali e un sano scambio di presenti natalizi tra colleghi? E allora via di circa 8.000 euro di spese per spumanti e prodotti enogastronomici (rigorosamente dop) per il Pd, cui fanno eco i circa 3.000 del Pdl che si mantiene su un tono più culturale regalando libri e agende, in linea con la crisi l’Udc che si fa rimborsare “solo” 1.000 euro di prodotti gastronomici, quasi come la Lega che ha comprato solo panettoni. Anche Sel si fa rimborsare circa 2.000 euro imputandole a spese per la politica e secondo il capogruppo Naldi sono spese del tutto regolari. Regolare come la penna da 500 euro regalata dal suddetto Monari, Pd, non si sa bene a chi e per cui ha chiesto regolare rimborso. E se il PD regala pezzi importanti, il Pdl non può essere da meno, come dimostra la richiesta di rimborso del valore di 300 euro avanzata sempre da Villani per un dono fatto a un parlamentare del Pdl prima dell’evento Agrifidenza del 2011.
Già, perché, naturalmente i destinatari sono sempre ignoti, l’unica motivazione, per una parvenza di credibilità, avanzata è quella relativa agli scontrini fiscali dei bar e dei caffè nota come “colazione con simpatizzante” anche perché tutte le ricevute dei bar, con importi anche minimi, sono state regolarmente presentate con richiesta di rimborso.
Qualcuno ha detto che con la cultura non si mangia, ma con la politica evidentemente sì.
(Brunella Arena)

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