Beppe Grillo Pinocchio

Il sito Pagella Politica, ha analizzato varie dichiarazioni dei leader politici italiani ed ha controllato la veridicità delle affermazioni rilasciate in interviste, interventi, presentazioni. Tra tante bugie, anche Beppe Grillo sembra avere le idee confuse su diversi argomenti, vediamone alcuni (tutte le analisi, comprese quelle vere, le trovate qui):

“La Danimarca, la Svezia, la Finlandia, adesso l’Olanda vedrete, sono in Europa ma fuori dall’euro”.

In un comizio a Padova riportato dalla trasmissione Servizio Pubblico lo scorso aprile, Beppe Grillo dichiara che Finlandia, Svezia e Danimarca non hanno l’euro. In realtà, se è vero per Svezia e Danimarca, la Finladia ha invece adottato la moneta unica. Nella foga Grillo azzarda una previsione: anche l’Olanda uscirà dall’euro. Il riferimento era alle elezioni che si sarebbero svolte nei Paesi Bassi di lì a qualche mese, e che si riteneva potessero portare alla ribalta formazioni anti-euro. Il leader del M5S deve essersi trovato piuttosto spiazzato quando, il 12 settembre, le urne hanno premiato il partito liberale e il partito laburista, entrambi di stampo europeista e con nessuna intenzione di uscire dalla moneta unica.

“Non si può convivere in una Nazione dove 30 milioni di persone stanno andando sotto la soglia di povertà”

Beppe Grillo si scalda sui dati relativi alla povertà durante il suo atteso discorso di fine anno, ma fa un po’ di confusione.

Secondo il Rapporto Istat Reddito e condizioni di vita, pubblicato un paio di settimane fa, “nel 2012 il 29,9% delle persone residenti in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale”. Non si tratterebbe dunque di 30 milioni di persone a rischio, ma del 30% della popolazione, ovvero circa 18 milioni di persone. Tale dato viene calcolato sulla base di un indicatore europeo che combina il rischio di povertà, la severa deprivazione materiale e la bassa intensità di lavoro. Questo indice è diverso dalle soglie di povertà assoluta e relativa elaborate dall’Istat e che sono invece riferite alla spesa mensile delle famiglie. Come abbiamogià osservato, le persone in povertà relativa sono 9 milioni 563 mila (pari al 15,8% della popolazione), e quelle in povertà assoluta 4 milioni 814 mila (l’8% della popolazione).

“Le prime 10 multinazionali del mondo non c’è più il petrolio, non ci sono più le automobilistiche! Le prime 10 multinazionali del mondo sono di telecomunicazioni! E noi avevamo una cazzo di Telecom: è stata svenduta da tre magliari di tre banche, di notte al sabato. Aveva un valore di 0,50 e l’hanno venduta a un euro, e gli spagnoli se la sono presa perchè hanno preso un cadavere”.

Dopo aver elencato, sostanzialmente in maniera corretta, una lunga lista di marchi italiani detenuti da aziende straniere, Beppe Grillo rivolge la sua ira alla vendita della Telecom, acquistata a fine settembre dalla spagnola Telefonica.

Verifichiamo se è vero che le prime 10 multinazionali del mondo non sono “quelle automobilistiche”, bensì appartengono al settore delle telecomunicazioni, come dice il leader M5S. In realtà, stentiamo a trovare un riscontro a quanto detto poiché, né tra le prime 10 multinazionali al mondo (lista Fortune Global 500) né tra le prime 10 compagnie quotate al mondo (lista Forbes), troviamo una singola azienda di telecomunicazioni. Anzi, nella lista Fortune troviamo ben due ditte automobolistiche oltre ai giganti dell’energia mentre, tra le aziende quotate, notiamo numerose compagnie di servizi finanziari e nemmeno una di telecomunicazioni. Le prime aziende di questo settore a comparire nelle due classifiche risultano essere rispettivamente Nippon Telegraph & Telephone (32esimo posto) e AT&T (22esimo posto).

“Ogni giorno diffamano il M5S. Primo movimento nazionale, primo in 50 province alle ultime elezioni, mentre il pdmenoelle è risultato primo in 40 province, la Lega in una sola”.

All’inizio dell’estate, Beppe Grillo, durante un’invettiva contro le televisioni e il loro essere strumento dei partiti tradizionali contro il Movimento 5 Stelle, si lancia in un’altra delle sue dichiarazioni, questa volta riguardo alla performance del M5S nelle province italiane. Controlliamo se la calura estiva ha affaticato la memoria del comico genovese.

Andando a vedere i dati del Ministero dell’Interno sulle elezioni 2013, constatiamo che il capo politico del M5S si rivela molto preciso sui dati relativi alla Camera dei Deputati, tutti esatti. Tuttavia Grillo non parla di risultati alla Camera, bensì si riferisce genericamente alle elezioni nazionali. Di conseguenza non possiamo escludere dal conteggio il Senato della Repubblica. Qui la situazione è diversa, con il M5S che conquista 30 province, Il Pd 55 mentre la Lega rimane ad 1.

Il secondo punto da analizzare è la sua, più volte ripetuta, affermazione del M5S come ‘primo movimento nazionale’. Questo dato è già stato da noi verificato – e smentito – in questa analisi.

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