Published On: Gio, Gen 30th, 2014

Le Olimpiadi di Sochi, la fiducia del mondo dello sport

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di DARIA DOLENZ – Si stanno avvicinando i XXII giochi olimpici invernali che si terranno a Sochi, in Russia, dal 7 al 23 febbraio. Gli investimenti del Cremlino per realizzare impianti, servizi, ospitalità e  migliorare le infrastrutture sono stati enormi: circa 51 miliardi di dollari. Una cifra superiore a quella di Pechino 2008 (40,9 miliardi di dollari). Al di là delle polemiche sulla necessità o meno di spendere cifre così imponenti è evidente quanto il presidente Vladimir Putin e il governo russo abbiano puntato sulle Olimpiadi invernali per un rilancio internazionale del Paese. Proprio per questo motivo Sochi costituisce una vetrina molto ambita per il terrorismo. Le premesse, purtroppo, ci sono già state: a fine dicembre 2013 due attentati hanno colpito la città di Volgograd e pare siano stati rivendicati da un gruppo di islamici che vorrebbero creare uno stato indipendente nel  Caucaso settentrionale.

Dal mondo sportivo le risposte non si sono fatte attendere. Il presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Thomas Bach, ha dichiarato: “Questo è un attacco spregevole su persone innocenti, e l’intero movimento olimpico si unisce nel condannare questo atto vile”. Bach ha inoltre confermato la propria fiducia nel presidente Putin e nelle autorità che si  occuperanno della sicurezza durante le gare sportive a Sochi. Mentre, sia il presidente del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), Giovanni Malagò, che il portavoce tedesco Christian Klaue hanno dichiarato che non si sentono intimoriti dai fatti di Volgograd. Tuttavia va registrato che il 22 gennaio scorso l’Italia insieme alla Slovenia, Ungheria, Austria, Svizzera e Germania hanno ricevuto delle minacce via e-mail. Il portavoce del comitato austriaco, Wolfgang Eichler, ha rassicurato però che si tratta soltanto di un fake inviato da un mittente che è stato attivo in Israele per diversi anni.

Il portavoce di Putin, Dimitri Peskov, sostiene una tesi più politica e ha affermato che alcuni paesi stanno cercando di screditare la Russia. Spera tuttavia che la festa dello sport darà loro una risposta sulla capacità del proprio Paese di contrastare la violenza terroristica. Le misure prese sono davvero notevoli: per la protezione dei partecipanti ai giochi il Cremlino pare abbia schierato otto poliziotti per atleta. Sarà un’Olimpiade in formato bunker? Speriamo di no. Comunque sia gli atleti e i comitati tecnico-sportivi ostentano fiducia sul buon andamento delle manifestazioni sportive e nessun comitato si è ritirato per timore di attentati. Il messaggio del mondo dello sport è dunque chiaro: i terroristi non ci rovineranno la festa. Ora non resta che vedere accesa l’unica fiamma che ha il compito di tenerci con il fiato sospeso, quella della fiaccola olimpica.

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