Luca Bianchini è esilarante. Su questo non si discute, e può confermarlo l’eco delle grasse risate del pubblico Ubik, che ancora riecheggia sotto i portici di Via Mazzini. In lui vive una duplice anima: scrittore e conduttore radiofonico. Non sono sicuro di quale in realtà prevalga, se la voglia di “showmaneggiare” davanti a una folla innamorata o la tendenza poetica che alterna alle battute, a tratti, volgari. S’è fatto aspettare a lungo, nella saletta della libreria, e il risultato è stato esattamente quello della star che arriva in ritardo e, nonostante ciò, o forse anche per ciò, viene adorata da tutti.

Sta di fatto che Bianchini ha parlato poco dei due libri che è venuto a presentare, “Io che amo solo te” e “La cena di Natale”, leggera epopea di una famiglia del sud Italia, divisa in due capitoli. O meglio, ne ha parlato indirettamente, raccontandosi, gaudente e divertito, alle decine di fan accorsi da tutta la provincia.

L’evento comincia con l’appello in classe: “Quanti pugliesi? Quanti siciliani? Quanti hanno letto il libro? Quanti sono venuti perché supplicati da chi ha letto il libro?”. Prosegue con vari aneddoti legati alle vicende narrate: le tradizionali cene in famiglia della domenica, la zia che vuole vincere a tutti i costi la tombola, la cena preparata col Bimby: lunga digressione sul popolare robot da cucina. Dipinge a parole un’Italia moderna e orgogliosa, fatta di macchiette e personaggi importanti. “Tutti i protagonisti dei due libri hanno il proprio quarto d’ora di popolarità, e forse è proprio questo il segreto del successo dei miei romanzi”.

Segue il totoscomesse, annunciato dalla moderatrice Claudia Patrizi. “Io che amo solo te” diventerà infatti un film e Bianchini interpella il pubblico parmigiano per la scelta dei protagonisti. “Ninella….la Ferilli?” seguono dei BUUU, “Laura Morante!”, scroscio di applausi. “E Don Mimì? Luca Zingaretti?” Altra acclamazione popolare. Habemus actores.

Nel finale, le domande del pubblico. E qui si rivela l’anima da scrittore, il Bianchini poeta-sentimentale. Risponde a una fan spiegando che, nel libro, una malinconia di fondo forse c’è, dovuta all’amore impossibile ed eterno tra i due protagonisti. Ma anche dovuta al Natale e a tutto ciò che comporta: la nostalgia del tempo passato e la consapevolezza di quello che rimane. In risposta ad un’altra domanda spiega l’importanza del mare nella storia: a Polignano, paesino della Puglia dov’è ambientato il libro, gli abitanti controllano almeno una volta al giorno che il caro vecchio Adriatico sia ancora lì, a bagnare le coste e a farli sognare. E’ rassicurante per loro, ed è importante raccontarlo per l’autore.

Prima della presentazione, nonostante la fretta, Luca Bianchini si è lasciato strappare un paio di domande:

La tua biografia online dice che sei stato scoperto, come talento radiofonico, da Fiorello. Com’è successo? E in che modo questo ha influito sulla tua carriera? Stavo presentando un libro al programma Viva Radio 2, e lui mi ha preso in giro a lungo: gli ero piaciuto molto. Alla fine mi ha proposto di condurre un programma radiofonico. Ero riluttante all’inizio perché quello della radio era un mondo a me sconosciuto. Ma alla fine ho accettato e questo mi ha cambiato la vita: ho scoperto un universo nuovo, faticoso ma affascinante.

Quindi ricapitolando: per lavoro scrivi e parli alla radio. Quali sono le affinità tra i tuoi due mestieri? Ascoltare, sicuramente. Educarsi all’ascolto delle persone è fondamentale per poi avere qualcosa da dire, sia alla radio che attraverso la scrittura. E’ così che mi esprimo.

Ci insegna questo, oggi, Luca Bianchini. E non è poco.

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