stu-pasubio

– di Brunella Arena.  Cosa ne facciamo dello Stu Pasubio? É quello che da qualche giorno ci si chiede in città. Comune, privati, accordi, patti transattivi e proroghe, destinazioni d’uso: la vicenda continua ad andare avanti senza riuscire a mettere d’accordo le parti coinvolte. Uno spazio, e relativa società di gestione, che nasce nel 2003 per volere dell’amministrazione Ubaldi e adesso non trova pace, né collocazione. Risale al 2012 un accordo voluto dall’allora commissario Mario Ciclosi (e ricordato dal consigliere pentastellato Roberto Furfaro già Presidente della Commissione Urbanistica, ndr) che prevedeva l’uscita del Comune, tramite vendita delle proprie quote a privati, come soggetto azionario dalla società per recuperare circa 3,9 milioni di euro. L’accordo prevedeva anche una variante urbanistica, riguardo la quale la Regione dichiarò la necessità di non alterare o modificare la natura e la funzione dello stabile.

La decisione fu avallata e sostenuta dall’amministrazione 5 Stelle proprio nell’ottica di tagli e sgravi sul bilancio. Ma se le parole corrono veloci, i fatti a diventare azioni ci mettono più tempo; e infatti il contratto transattivo e di compravendita tra Comune e Stu va avanti dal maggio del 2012. L’accordo prevede anche un ampliamento della volumetria.

Proprio la variante urbanistica ha destato qualche perplessità dato che, stando agli accordi, si prevede una diversa destinazione d’uso per l’ex comparto Csac, mentre al Comune spetterebbe l’ex padiglione Nervi e alcuni spazi che adesso sono occupati dal teatro Lenz,. Ma il problema non è questo: è che i progetti futuri prevedono una destinazione d’uso quale alberghi e una struttura di vendita alimentare e non.

Gli spazi della Scedep invece sarebbero destinati ad usi privati mantenendo la peculiarità di costruzione architettonica industriale e nei progetti figura anche la destinazione di un piano ad uso parcheggio.Proprio quello di cui si sentiva il bisogno.

Intanto l’accordo transattivo per deciderne destinazione d’uso e dettagli economici è stato prorogato fino al 31 dicembre 2014.

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