evasi

Giampiero Cattini, uno dei due detenuti fuggiti dal carcere romano di Rebibbia è stato catturato questa mattina dalla polizia, affiancata da due ufficiali della polizia penitenziaria,. Dopo qualche giorno di latitanza, l’evaso è stato rintracciato nella casa di alcuni parenti, sempre a Roma.  Accortosi della retata ha tentato di fuggire una seconda volta, ma è stato immediatamente bloccato dagli agenti che avevano circondato la casa. Di Sergio Di Paolo, il compagno di fuga, non si sa invece ancora niente.

I due avevano attuato la più classica delle fughe. Nella notte di martedi avevano tagliato con una lametta le sbarre di una delle finestra della “terza casa”, uno spazio condiviso all’interno del carcere atto al recupero dei tossicodipendenti dove le misure restrittive sono minori, calandosi poi con lenzuola annodate. Entrambi avrebbero dovuto scontare la condanna fino al 2018: Di Palo, 35 anni, era stato condannato per rapina, furto e droga ed era evaso dagli arresti domiciliari 15 anni fa. Il Cattini, 42 anni, arrestato stamane, era in carcere per reati di rapina e furto.

La moglie di Sergio Di Palo, il detenuto ancora in fuga, ha lanciato un appello al marito affinché si costituisca. «Mio marito è scappato sicuramente perché gli manca la famiglia. Ma io gli chiedo di tornare in carcere, spero che non abbia problemi con gli agenti quando lo ritroveranno . Sperava nell’amnistia, l’ho visto di recente al colloquio ed era tranquillo. Mi spiace che mio figlio di nove anni, ha dovuto vedere la foto del padre alla tv. Ma mio marito non è una persona pericolosa».

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