Published On: Gio, Feb 27th, 2014

Costa Concordia: Schettino a bordo e sospette manomissioni di prove

costa concordia

Due anni dopo la tragedia dell’Isola del Giglio, costata la morte di 32 persone e un gigantesco danno di immagine per la nota meta turistica, il comandante della nave da crociera Costa Concordia Francesco Schettino torna a bordo. Il tribunale di Grosseto l’ha autorizzato a partecipare al sopralluogo dei periti del 27 febbraio, che sarà dedicato al generatore diesel d’emergenza. La motivazione è che gli imputati possono chiedere di recarsi nei luoghi dei fatti di cui li accusano. E’ la prima volta che l’ex comandante rimette piede sulla nave incriminata. Schettino, accompagnato dall’avvocato difensore Domenico Pepe si è rifiutato di rilasciare dichiarazioni, e anzi, ha dovuto chiedere l’intervento delle forze dell’ordine per districarsi in mezzo alla folla di giornalisti che lo assediava. A rilasciare dichiarazioni è invece il sindaco del Giglio Sergio Ortelli “Più che i due giorni di Schettino al Giglio, sono importanti i due anni dalla tragedia della Concordia. Questa giornata è importante non perché si accendono i riflettori sull’Isola ma perché si accende di nuovo il dolore per quanto accaduto. E’ una giornata importante per fare chiarezza sulla vicenda, come auspicano i gigliesi e tutti quelli colpiti da questa vicenda”.

Un altro fatto di questi giorni va ad agitare l’opinione sulla vicenda Concordia. La procura di Grosseto ha aperto un indagine per violazione dei sigilli, modifica dello stato dei luoghi e frode processuale. Due persone sarebbero infatti entrate nella carcassa della nave il giorno prima del sopralluogo, e gli inquirenti sospettano manomissioni. Uno è l’ingegner Franco Porcellacchia, custode giudiziale della nave e noto, si può dire a livello mondiale, per essere il responsabile dell’operazione di raddrizzamento e rimozione del relitto («parbuckling»). L’altro è il consulente tecnico di Costa spa nel processo di Grosseto, il comandante Camillo Casella. Perquisite le loro abitazioni a Genova (sequestrati i computer) e gli uffici al Giglio. Al vaglio degli inquirenti almeno una terza persona che era con loro a bordo. «È una circostanza grave, ci sono stati accertamenti di polizia giudiziaria nei giorni scorsi», ha sottolineato il pm Stefano Pizza comunicando al tribunale di Grosseto l’esistenza della nuova inchiesta.  Porcellacchia – già indagato per la morte l’1 febbraio scorso del tecnico subacqueo spagnolo – non è più custode della nave ma è stato sostituito da altri due nuovi custodi giudiziali.

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