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di Disturbia JK Music – Apriamo la rubrica di musica di questa settimana con un’intervista a Raffaele “Raffo” Albanese, frontman di una delle band power metal parmigiane più conosciute:
i From The Depth.

Ciao Raffo, illustraci ciò che sono i From The Depth partendo da qualche accenno biografico.

Certamente, il gruppo è nato nel 2008, originariamente si componeva di sei elementi, con questa formazione abbiamo cominciato a fare i primi concerti nei posti più improbabili. L’impegno è stato tanto, purtroppo però ci siamo trovati a dover “snellire” la band, in quanto uno dei due chitarristi di allora aveva deciso di intraprendere una strada musicale differente da quella che stavamo percorrendo. Nonostante queste deviazioni però, nel gruppo è sempre regnato un clima di armonia che ci ha spinti a dare continuamente il meglio sul palco, noi ci divertivamo e la gente coglieva questa energia.
Ci siamo quindi fatti coraggio, e dopo un po’ di gavetta concertistica abbiamo deciso di mandare in giro tra le case discografiche una nostra demo, una di queste ci ha risposto e da quando è cominciata questa collaborazione, i From The Depth sono stati visti dal pubblico e dai gestori dei locali come un gruppo più serio, non il classico gruppetto di paese, per intenderci.
Il 21 novembre 2011 è ufficialmente uscito in tutto il mondo “Back To Life”, il nostro primo album, occasione che abbiamo festeggiato degnamente con un release party all’Onirica di Parma, insieme ai nostri amici Labyrinth.
Da quel momento tutto si è smosso.
Nell’aprile 2012 siamo partiti per accompagnare i Rhapsody Of Fire nel loro tour europeo. Rientrati in Italia abbiamo avuto poco tempo per rigenerarci; meno di una settimana dopo saremmo dovuti partire per un altro tour, questa volta italiano, di spalla a una band progressive metal piuttosta nota nell’ambiente, i Seventh Wonder.
Il mese dopo abbiamo partecipato al nostro primo festival di livello, il Metalitalia Fest, insieme a Moonspell e Lordi, che si è tenuto al Live Club di Trezzo Sull’Adda (MI), uno club più grandi d’Italia.
Nello stesso anno siamo stati a chiamati a suonare in uno dei più prestigiosi festival metal europei, il Metalcamp. Fu il nostro battesimo a livello di festival internazionali, con band come Korn, Pain e Sabaton, non si scherzava!
Il 2012 prosegui con svariate date nei club italiani e con un grande riscontro da parte del pubblico.
Nel 2013 continuammo a suonare in giro per l’Italia, ormai eravamo rodati e pronti a consolidare la nostra posizione.
Nel maggio dello stesso anno fummo chiamati a suonare in un bellissimo festival a Istanbul, in Turchia, insieme a Sonata Arctica e Dark Tranquillity.
Dopo appena due mesi tornammo a condividere il palco insieme ai Sonata Arctica al Metaldays 2013, in Slovenia, dove suonammo con band del calibro di King Diamond Iced Earth e Wintersun.
Durante i brevi periodi di pausa trovammo il tempo di scrivere un po’ di canzoni nuove per il successore di “Back To Life”, in programma, salvo imprevisti, entro la fine del 2014.
Il nuovo full length sarà preceduto da un EP in edizione limitata intitolato “Perseverance”

Un percorso pieno quindi, che tra sforzi e sacrifici vi ha permesso di ottenere dei risultati.
Hai parlato di un tour con i Rhapsody, una delle più grandi metal band italiane, cos’ha significato per voi un’esperienza del genere?

Tutto è partito da una telefonata che ho ricevuto nel dicembre 2011 durante la quale veniva chiesto ai FTD di partire in tour insieme ai Rhapsodhy Of Fire. Puoi immaginare quanto fossimo emozionati e devo ammettere che la risposta da parte nostra è stata istantanea e positiva. Siamo quindi partiti per questa nuova esperienza che ha messo duramente alla prova la nostra preparazione live, fisica e mentale. Non che fino ad allora non avessimo raccolto esperienze sul palco, ma un vero tour è diverso.
Uno può pensare che il tour sia una passeggiata, ma per poterlo affrontare dignitosamente devi avere un’ottima forma fisica, cosa che personalmente non avevo, una grande resistenza allo stress fisico e mentale, una buona gestione delle energie e molta testa. Se ti sbronzi e dormi poco il giorno dopo fai schifo sul palco, c’è poco da fare. Considera poi che noi non avevamo un tour-bus, la situazione quindi era particolarmente pesante.
L’esperienza però ha forgiato ulteriormente il gruppo e ne siamo tornati enormemente fortificati. Non è facile affrontare situazioni del genere senza avere un’enorme sintonia all’interno del gruppo, questa per fortuna non ci è mancata e siamo riusciti ad affrontare questa esperienza con grande dignità.

Sono sicuro che chi legge queste cose finisca per ammirare se non invidiare i traguardi che i From The Depth hanno ottenuto finora, ma come ben sappiamo non è tutto oro quel che luccica, vuoi spiegarci quanto sia effettivamente costato questo percorso in termini di energie e sacrifici per ciascuno di voi?

Alla base di tutto c’è la volontà. Vuoi una cosa? Prendila. Non hai i mezzi per arrivare a questa cosa? Ingegnati. Non bisogna mai abbattersi. C’è sempre una soluzione, ma questa non è tra le mani delle persone prive volontà.
Nessuno ti regala niente, non c’è spazio per i rinunciatari, ormai dovremmo saperlo tutti. La vita non è una favola, nessuno verrà a chiamarti mentre stai suonando nella tua cantina per farti diventare una rock star. Non esistono queste cose, o almeno non più forse. Tutto dipende dai musicisti stessi. Prove, composizione, arrangiamento, registrazioni, contatti con la stampa, organizzazione dei concerti, promozione della band e delle uscite discografiche, sono tutte cose che una band deve affrontare.
Al giorno d’oggi tu sei il manager di te stesso, devi saper promuovere adeguatamente la tua musica perchè nessuno farà il “lavoro sporco” per te. Per tornare alla tua domanda quindi, le energie spese e i sacrifici sono stati tanti, ma la soddisfazione che ne deriva è incredibile.

A proposito di soddisfazioni, voi avete suonato a Istanbul, un panorama live sicuramente diverso da quello italiano, spiegaci un po’ le differenze che hai potuto cogliere.

Il concerto a Istanbul è stato una delle più belle esperienze della nostra carriera musicale.
Siamo stati accolti come dei veri musicisti, cosa che in Italia non succede quasi mai a causa di una cultura balorda e retrograda.
Siamo stati trattati al pari degli headliner e per noi è stata un’esperienza significativa, perchè per un momento, abbiamo vissuto quello che vorremmo vivere ogni giorno della nostra vita.
Il pubblico è stato molto caloroso e ancora oggi riceviamo messaggi dai nostri fan turchi che ci chiedono di tornare nella loro splendida terra.
Ci siamo sentiti veramente bene, ci siamo sentiti importanti: è stato un sogno.
Inutile dire poi che l’esperienza in sé è stata bellissima, abbiamo avuto l’occasione di suonare con gruppi come Sonata Arctica e Dark Tranquillity, delle icone nel panorama metal. È proprio in seguito a quell’esperienza che abbiamo capito che con il sacrificio potevamo ottenere davvero dei risultati interessanti e abbiamo inoltre preso maggiore consapevolezza delle nostre capacità, una maggior sicurezza.
Siamo tornati più carichi che mai.

Veramente fantastico. Ora però vorrei staccarmi un attimo dall’argomento FTD e chiederti qualche opinione personale, in particolare riguardo l’uso al giorno d’oggi dei social network come mezzo di autopromozione.

Ormai internet è tutto. Se non sei sul web non sei nessuno, non esisti per il mondo.
Youtube, Facebook, Reverbnation, Soundcloud e altre piattaforme, sono diventate indispensabili per la promozione e per la sopravvivenza della band.
E’ assurdo, ma ormai internet sembra più importante del palco.
Social come Facebook, a parer mio, sono delle armi a doppio taglio, strumenti che spesso non rispecchiano il reale peso della band, sia in positivo che in negativo.
Vedi gruppi appena formati con 10mila “like”, senza una demo, con all’attivo qualche concerto nei baretti della città e ti chiedi come tutto questo sia possibile.
Io invito a utilizzare questi strumenti con intelligenza e un minimo di onestà.
I veri fan ve li farete grazie ai concerti e vi seguiranno anche sui vari social, fidatevi.

Benissimo, arrivati a questo punto ti chiedo un’ultima cosa, dai un consiglio a tutti quei ragazzi che vogliono provare a mettersi in gioco con la loro musica.

Non aspettate che la vostra fortuna arrivi dal nulla, createvi le occasioni, siate voi la vostra fortuna. Il tempo passa molto rapidamente, da giovani non ci si accorge di questo “dettaglio”, ma il tempo è inesorabile. Correte, non sprecate il vostro tempo. Studiate, suonate, componete, fate esperienza, fate conoscenza con gli altri musicisti.
Vivete la musica come una passione sincera, non come un mezzo per ottenere popolarità o fortuna con le donne.
La musica riconosce e ripaga chi è seriamente innamorato di lei, non deludetela.

I From The Depth sono:

Raffaele “Raffo” Albanese – Voce
Alessandro “Kara” Karabelas – Basso
Alessandro Cattani – Chitarre
Davide “Fortress” Castro – Tastiere
Cristiano Battini – Batteria

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