Invadiamo il giapponese 3.2.14 - 2
Lunedì 3 febbraio è successo qualcosa di epico e voi ve lo siete perso. A meno che non foste anche voi in un ristorante giapponese in zona Pieve a Reggio Emilia, impegnati in una furibonda battaglia all’ultimo sushi. In quel caso allora, sareste stati tra i protagonisti dell’effervescente inizio di un’invasione che travolgerà il nostro paese di ristorante in ristorante.
Come si fa ad invadere un ristorante? È presto detto. Un ragazzo reggiano (Giovanni Bruno) crea un evento (più un’ironica dichiarazione di guerra) su Facebook invitando chiunque lo desideri a cenare nel suddetto ristorante con l’intento di riempirlo a dismisura e dare fondo alle loro scorte di cibo.
Il preavviso è poco (cinque giorni) ma l’invito è subito accolto con furore. Si crea un senso di partecipazione che unisce ragazzi e ragazze, amici di amici e perfetti sconosciuti sotto un’unica bandiera, sotto un unico hashtag: #gliINVASORI .
Lunedì, 100, CENTO, allegri famelici ragazzi hanno combattuto fianco a fianco, allo stesso tavolo, sotto gli occhi attoniti dei camerieri. Ecco a voi un’invasione in piena regola, pacifica, di un ardore serafico e goliardico che non fa prigionieri ma nemmeno vittime, poiché in questo sferragliare di forchette anche i ristoratori, se giocano bene le loro carte (e intendo i loro menù!), non possono che essere felici di vedersi il locale invaso da giovani reggiani. Giovani ricettivi a iniziative stimolanti. Giovani famelici invasori!

Invadiamo il giapponese 3.2.14 - 1

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