sinistra

di DIEGO REMAGGI – Riprendendo le parole di Tsipras della scorsa settimana, “l’Europa sarà democratica o non sarà”, viene da chiedersi se sia il compito esclusivo della sinistra puntare tutto sulle prossime elezioni europee per trovare un unico futuro condiviso in cui riporre le speranze di poter tornare unita. La risposta è sì.
L’Europa è la chiave di volta entro cui i veri movimenti socialisti – soprattutto quelli più radicali – possono e devono trovare campo per ricompattare e corroborare il proprio slancio vitale. Questo si può realizzare contrastando fortemente i movimenti neoliberisti, populisti e nazionalisti, mettendo in moto nuove idee, ma soprattutto ristrutturando il bagaglio culturale che contraddistingue forze ormai ininfluenti all’interno dei loro paesi d’origine.
Syriza è un esempio cui guardare con ammirazione, perché in Europa bisogna stare, e in Europa bisogna combattere per scacciare via i fantasmi dell’austerità e del rigore, ricostruendo politiche che tengano conto delle esigenze di chi lavora, ripensando al welfare come ad uno schema importante per il benessere di tutte le persone, uno strumento che ha reso l’Europa forte ed unita.
A maggio, per tutta la sinistra, sarà necessario lottare contro i partiti del caos, del pressapochismo, xenofobi, razzisti, antieuropei, antisindacali e fascisti, non limitandosi più a cercare di contenerli, ma proponendosi di annullarli, con il voto, con le proposte ed un egemonia culturale ritrovata e finalmente unificatrice.

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