Published On: Mar, Feb 4th, 2014

Politica: La tettonica a placche.

la tettonica a placche

di MASSIMILIANO PARENTI – In ogni società del mondo convivono da sempre due impulsi: uno, che chiameremo di conservazione e un altro, che identificheremo come la spinta al cambiamento. Non necessariamente questi due concetti si vestono oggigiorno con le parole destra e sinistra anche se, per comodità, questa divisione è rimasta avvinghiata al nostro linguaggio. Destra come tradizione e sinistra come espressione del progressismo.

Tendenzialmente la prima forza, che è indiscutibilmente la più forte, regge anche al brutto tempo e alle inondazioni e viene smossa solo quando il terreno sotto il quale ha costruito i suoi solidi edifici inizia a tremare a causa di una conformazione nota come tettonica a placche. Infatti ogni territorio, pur solido che appaia, può disfarsi e creare spaccature non più rimarginabili qualora intervenga un fenomeno che va al di là delle sue difese ultime. Come a dire che i palazzi costruiti per non oscillare ai terremoti di terza generazione – utilizzando una celebre battuta di Guzzanti – potrebbero diventare cenere al presentarsi di un terremoto di quarta generazione.

Il governo delle larghe intese, comunque lo si voglia intendere (è un governo di sinistra o di destra?), è l’esemplificazione dell’impulso di conservazione. D’accordo, al suo interno è rappresentato ad esempio un partito indiscutibilmente progressista come Sel, ma chi argomenterebbe che il famoso cambiamento di cui si sente tanto parlare è nascosto nelle viscere di questa fantascientifica coalizione?

Allo stesso modo, è molto facile semplificare sostenendo che l’impulso di cambiamento è rappresentato esclusivamente dal Movimento cinque stelle. Sarebbe più corretto dire che, attualmente, l’unica forza politica apertamente contro le politiche di palazzo è rappresentata dai parlamentari di Grillo.

Ora, è bene sottolineare che l’impulso di movimento (non del Movimento), oltre ad essere sempre presente nelle democrazie, è anche l’effetto di una causa che lo precede logicamente: ovvero l’incalzante e non ignorabile necessità di una svolta che possa portare il paese sulla strada della crescita: ma se è anche vero che la politica degli ultimi vent’anni è andata nel modo che sappiamo perché non c’è questa enorme differenza tra chi utilizza a scopi personali il sistema all’italiana (lo scudo e l’evasione fiscale per esempio) e chi li rappresenta, è altrettanto lecito dire che il Movimento rappresenta ciò che gli italiani intendono per controtendenza. Ovvero un insieme disorganizzato e talvolta incoerente di idee, fatto più di proteste che di proposte tanto nel piccolo quanto nel grande. I discorsi di di Battista e i post sulla Boldrini sono dunque l’incarnazione di quanto il popolo italiano, per la maggior parte disaffezionato sulla politica, intenda per “svoltare pagina e mandare tutti a casa”. Per cui ci troviamo, perennemente, nella situazione di chi vuole cambiare tutto ma non sa da dove partire; e finché vivremo all’interno di quest’agonia, possiamo stare certi che nulla cambierà per davvero.

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