Published On: Gio, Feb 6th, 2014

Lavorare nella “haute cuisine”

lavorare nella haute cuisine

di GIORGIA FIENI – Nella puntata precedente abbiamo parlato della preferenza dei giovani nei confronti della scelta del lavoro nel campo della haute cuisine rispetto che al fast food. Li capiamo, certo: è un mondo dove non ci sono timer, le ricette sono il frutto di plurime tecniche gastronomiche e il bagaglio di esperienza è davvero infinito.

Eppure manco lì sono rose e fiori. Nel senso di: quello che vedete a “Masterchef”, a parte qualche spettacolarizzazione, è la verità. Nella cucina di un ristorante di livello più facilmente troverete un Gordon Ramsay che vi urla contro rispetto a una carezzevole Benedetta Parodi, ecco. Si lavora in fretta e sotto pressione, a ritmi serratissimi: le pietanze devono arrivare sul bancone non vagamente commestibili ma perfette, sia di gusto che di temperatura.

Per cui non scandalizzatevi quando vedete Joe Bastianich buttare via il piatto: lo chef per cui lavorerete è capace di farlo anche solo perché non avete sbucciato bene una cipolla o tagliato un pomodoro a cubetti non perfetti. E non osate nemmeno farvi prendere dal panico se vi troverete a cucinare per i vip: pure se non hanno un palato migliore del vostro, sono comunque persone abituate a cenare in locali di lusso e ad assaggiare pietanze preparate dai più celebri chef del mondo, per cui non riempitevi la bocca di “cosa ne sa quello che lavora in tv (o fa il calciatore)?”. Anche se non vi sono simpatici, usateli come cavie per testare cosa può piacere ad un certo tipo di mondo.

Nonostante queste “accortezze”, la haute cuisine però dovrebbe essere la meta auspicabile per tutti coloro che hanno a che fare con la gastronomia. È come un mondo dove tutto è possibile, perché, se hai talento per la creatività e una buona manualità, puoi tu stesso decidere cosa proporre e come strutturarlo. Pensate solo alla puntata finale dei citati “Masterchef” ed “Hell kitchen”: dopo aver superato prove difficili ed essere passati indenni attraverso le forche caudine dei commenti dei conduttori, i finalisti possono finalmente scegliersi liberamente non solo il menu ma anche la location in cui presentarlo, facendosi pure aiutare dal resto dei concorrenti, che sono lì solo per fare ciò che loro hanno deciso…o per vendicarsi se temono di aver subito dei torti, perché anche questo accade nella haute cuisine. Proprio come in tutti i posti di lavoro del mondo.

 

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