enigma escher
di ALESSANDRO COSTANTINO – “L’enigma Escher”, mostra relativa a uno dei miti del ‘900 per quanto riguarda la grafica contemporanea, è a Palazzo Magnani a Reggio Emilia. La mostra, prorogata fino al 23 marzo 2014, raccoglie ben 130 opere che partono dal primo periodo d’attività dell’artista fino ad arrivare alla sua maturità. Tra queste sono esposte diverse xilografie e mezzetinte rappresentanti mondi impossibili. Risulta quindi indubbiamente coinvolgente la mostra di Escher, probabilmente perché è in grado di cogliere una delle capacità più interessanti dell’uomo: la percezione. Tre le parole chiave, a mio avviso, per riuscire a comprenderla: l’infinito, la massellatura del piano e lo spirito.
La geometria, che con le sue forme in continuo cambiamento, stravolge ogni logica matematica.

Un mondo così pieno di regole diventa quindi creativo, diventa metafora di cambiamenti percettivi e impercettibili, diventa magico. Una genialità poco nota quella di Escher, se non ai grafici, e vittima dell’inflazione dovuta all’impiego delle sue opere per la stampa di francobolli, scatole e biglietti di ogni genere. Una delle opere più belle è senz’altro il ciclo dal titolo “Le Metamorfosi”, un’opera relativamente grande per estensione con un principio e una fine che quasi si rincorrono, quasi si trasformano l’uno nell’altra. La conclusione è palese, tutto si trasforma, ma ogni cosa si riconduce a un’unica immagine, come spesso accade nella vita, un’immagine ne racchiude sempre un’altra, come in una matrioska. La mostra è assolutamente da vedere, gli organizzatori hanno inoltre istituito un percorso didattico per i ragazzi della scuola primaria.

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