Published On: Dom, Feb 2nd, 2014

Lettera della figlia adottiva, “Woody Allen abuso’ di me a 7 anni”

woody allen

La figlia adottiva di Woody Allen, Dylan Farrow, ha per la prima volta esposto pubblicamente le sue accuse contro il regista americano, denunciando di esser stata abusata sessualmente quando aveva appena sette anni, subito dopo l’adozione. “Mi condusse in un attico buio della casa in Connecticut, mi disse di stendermi pancia a terra e di giocare con il trenino elettrico di mio fratello”, ha raccontato la giovane, ora 28enne, in una lettera aperta pubblicata sul blog del New York Times. “Ricordo che mi parlava mentre abusava di me, sussurrandomi che ero uno brava ragazza, che quello era il nostro segreto, e promettendomi di portarmi a Parigi e di farmi recitare nei suoi film”, ha rievocato. “Per quanto mi ricordo mio padre mi ha sempre fatto cose che non mi piacevano”, ha scritto Dylan, “spesso mi faceva giacere a letto con lui e mi metteva la testa sul ventre e queste cose accadevano regolarmente ed erano abilmente nascoste a mia madre, al punto che pensavo fossero normali. Il fatto che l’abbia sempre fatta franca mi ha perseguitato durante tutta la mia giovinezza, anche per il senso di colpa di avergli lasciato avvicinare alte bambine”.
Le accuse di violenze sessuali contro il 78enne regista di “Manhattan”, peraltro mai provate, erano emerse per la prima volta nel 1992, durante la contrastata separazione tra Woody Allen e Mia Farrow. Dylan ha spiegato di aver voluto uscire allo scoperto per rompere la solidarietà con cui a suo dire Hollywood ha protetto l’uomo che ha distrutto la sua vita e il cui ultimo film “Blue Jasmin” ha tre candidature ai prossimi Oscar. Nella sentenza per l’affidamento un magistrato di New York definì quelle accuse inconcludenti, pur criticando il regista perché “concentrato su se stesso, inaffidabile e insensibile”. Il New York Times ha riferito di averlo contattato, ma non ha voluto commentare le nuove accuse. Nella sua lettera Dylan critica Hollywood che, “tranne pochi eroi, si e’ sempre girata dall’altra parte, cavandosela con l’ambiguità di dire ‘chi sa veramente cosa e’ successo?'”.
“Cosa sarebbe accaduto se fosse toccato a tua figlia, Cate Blanchett? O alla tua Louis CK? O a quella di Alec Baldwin? E se fosse toccato a te. Emma Stone? O a te, Scarlett Johansson?”, si e’ chiesta rivolgendosi ad alcuni artisti che hanno lavorato con padre.

Fonte – AGI

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