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La giornata di sabato 8 Febbraio ha visto le strade di Roma riempirsi circa 30.000 persone (secondo alcuni organizzatori), giunte a manifestare il proprio dissenso riguardo alla parte della legge Fini-Giovanardi riguardante le droghe leggere. Essa paragona il consumo di marijuana al consumo di droghe pesanti (cocaina, ketamina, ecstasy..), equiparando anche le pene previste per la detenzione di queste. La manifestazione precede di qualche giorno la discussione della corte costituzionale sulla legittimità o meno della legge, entrata in vigore nel 2006 e fortemente voluta dai ministri del governo Berluconi che le danno il nome. A partecipare al corteo sono state numerose organizzazioni (la comunità di San Benedetto al pozzo, la Lega italiana per la lotta al’aids, l’associazione tilt..) e un massiccio numero di centri sociali. La “street parade” è passata davanti ai ministeri della Salute e di Grazia e Giustizia, in modo assolutamente pacifico. Ad aumentare l’atmosfera di festa i camion muniti di bevande e casse per la musica. La manifestazione si pone sulla scia delle legalizzazioni lanciate dall’Uruguay di “Pepe” Mujica, a cui sono seguite quelle di diversi paesi in tutto il mondo. L’ultimo a muoversi in questo senso è stato il Colorado.

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