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Il cinema americano ama riscrivere la storia. A volte in maniera clamorosa, come Ridley Scott nel pluripremiato ‘Il gladiatore’, altre volte in maniera piu’ blanda e meno irritante. E’ il caso di ‘Pompei (Pompeii)’, diretto da Paul W.S. Anderson e interpretato da Kit Harington, Carrie-Anne Moss, Emily Browning, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Jared Harris, Kiefer Sutherland, Jessica Lucas, Dylan Schombing, Jean-Francois Lachapelle, Rebecca Eady. Il film, in sala dal 20 febbraio in 3D, racconta una improbabile storia d’amore (castissima) tra un gladiatore celtico, Milo, e la figlia di un nobile pompeiano, Cassia, nelle ore precedenti l’eruzione che il 24 agosto 79 d.C.. Come nel film di Scott, anche stavolta il gladiatore sfida la potenza di Roma e anche stavolta vince (prima dell’inevitabile catastrofe).
La pellicola punta molto sulla vicenda narrativa trascurando aspetti storici significativi e trattando con molta disinvoltura e approssimazione i vari caratteri dei personaggi.
A partire dal cattivissimo senatore interpretato da Kiefer Sutherland per proseguire col forte gladiatore Milo e tutti coloro che girano intorno ai due antagonisti, dai genitori della ragazza al gladiatore Attico avversario e poi amico di Milo, passando per il gladiatore romano servo fedele del senatore e per la bellissima serva-sorella di Cassia. Nulla di Pompei storica rivive nel film: ne’ la corruzione, ne’ la febbrile attivita’ di ricostruzione dopo il terremoto di 25 anni prima, cosi’ come non sono certo vere le istanze anti-romane di cui si parla da parte della popolazione.
Autore di blockbuster come ‘Alien vs. Predator’ o la saga di ‘Resident Evil’ e ‘I tre moschettieri in 3D’, stavolta Anderson si cimenta in un distaser movie di carattere storico. E proprio l’aspetto spettacolare, con massiccio uso di computer, con cui viene ricostruita Pompei (in maniera piuttosto fedele) e con cui viene rappresentato il disastro dell’eruzione, dello tsunami e del maremoto rappresenta la parte piu’ riuscita del film. Credibile in quasi ogni aspetto, soddisfa di certo lo spettatore che del film vuole vedere soprattutto l’epilogo tragico e drammatico, fatto di cenere, lapilli, massi scagliati dal Vesuvio e lava incandescente che copre per sempre la citta’ di Pompei. Unico appunto riguarda il 3D: appare inutile per gran parte del film e, tutto sommato, superfluo anche quando si assiste all’eruzione del vulcano.

Fonte – AGI

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