Published On: Mar, Feb 18th, 2014

Renzi, una riforma al mese Governo fino al 2018

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Qualche giorno per sciogliere la riserva, perche’ serve una piattaforma solida per far durare il governo fino alla fine della legislatura, fino al 2018. Ma Matteo Renzi ha gia’ la sua ‘road map’ per l’azione di governo: “Entro il mese di febbraio compiremo un lavoro urgente sulle riforme costituzionali ed elettorale da portare all’attenzione del parlamento”. E poi, “subito dopo, immediatamente, nel mese di marzo la riforma del lavoro, in aprile la riforma della pubblica amministrazione e in maggio quella del fisco”.
Il segretario Pd sale al Quirinale per ricevere l’incarico, che accetta con riserva, e rimane piu’ di un’ora a colloquio con Giorgio Napolitano. Neo premier incaricato, dal podio in legno scuro Renzi spiega poi di aver accettato questa “sfida” a cui rispondera’ mettendo “in questa difficile situazione l’energia e impegno di cui saro’, saremo campaci”. Un concetto ripreso al termine del suo primo discorso in cui sottolinea anche la parola “coraggio”.
Rivolge un invito alla responsabilita’ alle forze di maggioranza che sosterranno al governo, come a tutte le altre che accompagneranno il percorso delle riforme: “E’ fondamentale che le forze della maggioranza, per quanto riguarda il governo, e di tutto l’arco costituzionale, per quanto riguarda le riforme, siano ben consapevoli dei prossimi passaggi”. Questo “significa avere nelle prossime ore una straordinaria attenzione ai contenuti e alle scelte da fare”, sia in termini di programmi che di ministri, su alcuni dei quali la triangolazione con il Colle e con Bruxelles sara’ inevitabile.
Le consultazioni del presidente incaricato iniziano domani, alla Camera. Laura Boldrini gli da’ il benvenuto ed anticipa gia’ l’auspicio di una moratoria dei decreti. Al di la’ delle indiscrezioni, nella lista dei ministri vi sarebbero ancora molti buchi da riempire. E viene letto con un po’ di inquietudine sia da diversi deputati del Pd sia in Ncd il fatto che personalita’ storicamente vicine a Renzi, come Andrea Guerra o Alessandro Baricco, abbiano declinato l’offerta a entrare nel governo. Eppure diversi renziani di stretta osservanza hanno insistito oggi che alcuni dei nomi circolati erano in realta’ solo invenzioni giornalistiche. Non solo la squadra ma anche il programma pero’ dovra’ essere coordinato con gli alleati e Ncd in particolare. Da giorni sono al lavoro gli ‘sherpa’ dei due partiti per mettere nero su bianco le linee di intervento del nuovo governo. E’ stato letto come un segnale positivo, per esempio, il fatto che uscendo dall’incontro con Napolitano, Renzi abbia citato come priorita’ il lavoro e il fisco. La giornata scorre e riporta Renzi a Firenze, per l’ultimo consiglio comunale. E’ affidato a Twitter il mantra gia’ anticipato ai giornalisti al Quirinale: “Con tutta l’energia e il coraggio che abbiamo #lavoltabuona”. Ed e’ invece a Firenze che scandisce per l’ennesima volta: “Fare politica non e’ qualcosa di sporco, di brutto o da evitare. Fare politica e’ corrispondere ai sogni delle persone”. Trentanove anni appena compiuti, di cui 15 nella politica attiva. La scalata o meglio la volata di Matteo Renzi verso Palazzo Chigi e’ fatta di tappe bruciate, brusche frenate e accelerazioni improvvise. Ma, prima di salire alla ribalta nazionale, il ‘rottamatore’, un’infanzia da scout trascorsa a Rignano sull’Arno, si e’ fatto i muscoli nella piu’ tradizionale palestra della politica locale fiorentina, con gli incarichi di segretario provinciale, prima del Ppi, poi della Margherita, la presidenza della Provincia, e la storica vittoria contro gli ‘ex Ds’ nelle primarie per la candidatura a sindaco di Firenze.
E’ anche il giorno delle regionali in Sardegna, di fatto il primo banco di prova. Lorenzo Guerini, portavoce segreteria Pd, parla di “un successo costruito tra la gente, nel territorio, con il vento della novita’ che viene dal nuovo Pd di Matteo Renzi”. Ed e’ il responsabile Organizzazione, Luca Lotti, a lanciare un messaggio che va oltre la vittoria di Pigliaru: “Si e’ cambiato verso in Sardegna, si sta cambiando verso in Italia, a dimostrazione di un ritrovato protagonismo dei Democratici”.

Fonte – AGI

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