Published On: Ven, Feb 14th, 2014

Sigarette elettroniche: le fumano mezzo milione di italiani

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Le sigarette elettroniche, che nei mesi scorsi hanno avuto un vero e proprio boom, accompagnato da polemiche e battaglie anche parlamentari per la loro tassazione, tornano a far parlare di loro. L’occasione è stato convegno “Sigaretta elettronica: benefici e rischi per la salute e criteri di controllo” organizzato all’Istituto Superiore di Sanità (Iss) da Accredia (l’Ente italiano di accreditamento) col patrocinio del ministero della Salute. Durante l’incontro sono stati diffusi alcuni dati: circa cinquecentomila italiani usano regolarmente le sigarette elettroniche e di questi, il 20% sono ex fumatori che hanno abolito le sigarette convenzionali, il 60-65% alterna le sigarette elettroniche a quelle convenzionali e si presume abbia ridotto il consumo totale di nicotina, mentre il 20% hanno aggiunto le sigarette elettroniche a quelle convenzionali e quindi stanno probabilmente aumentando il loro carico di nicotina.

Dati che confermano, quindi, che grazie alle sigarette elettroniche sta riducendo il consumo di nicotina complessivo da parte della popolazione. I dati epidemiologici sono stati illustrati dalla dottoressa Roberta Pacifici dell’Osservatorio fumo, alcool e droga (Fad) dell’Istituto superiore di sanità: “Questi dati confermano che l’utilizzo delle sigarette elettroniche sta in una logica di riduzione del danno perché tutta la lettura indica che con queste sigarette dove non c’è combustione della nicotina, diminuisce la tossicità”.

Il professor Walter Ricciardi del Consiglio Superiore di Sanità nella sua relazione ha fatto una panoramica europea sulle sigarette elettroniche, mettendo in evidenza come ci siano Paesi che contrastano le sigarette elettroniche, altri che le considerano farmaci perché servono a ridurre il consumo di nicotina, come i cerotti antifumo, e quindi ne prescrivono la vendita in farmacia. In Italia, in attesa di avere studi certi sulla tossicità e pericolosità, ne consente la commercializzazione con alcune prescrizioni ispirate al principio di cautela: divieto di vendita ai minori; divieto di consumo nelle scuole; prescrizioni per le etichette e le informazioni ai consumatori. Senza dimenticare che l’Agenzia delle Entrate ha adottato una norma (ora sospesa dal Tar) dissuasiva, perché ha assoggettato anche le sigarette elettroniche al 58,5% di accise come le sigarette convenzionali, provocando la protesta del settore che minaccia 900 addetti in cassa integrazione e mette a rischio complessivamente 5mila posti di lavoro.

Altro punto sensibile della vicenda è quello legato al rischio reale delle sigarette elettroniche per la salute. Secondo Riccardo Polosa, clinico medico, direttore della Lega Anti Tabacco (Liaf) che ha realizzato il primo studio sulle sigarette elettroniche, il rischio è “risibile rispetto alle sigarette convenzionali. Abbiamo esaminato il rischio relativo di tutti i prodotti del tabacco, sigarette, narghilè, cerotti antifumo e sigarette elettroniche: ebbene, se le sigarette normali hanno una rischiosità 100, le sigarette elettroniche sono a 5. Si può anche decidere di far scendere il rischio a 2, ma i costi sarebbero altissimi, avrebbero l’effetto di dissuadere il consumo di sigarette elettroniche e di non far diminuire quello delle sigarette convenzionali, come sta avvenendo con l’aumento delle accise al 58,5″.

Fonte – farmacia.it

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