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Il super-G resta un feudo norvegese, Bode Miller scrive un’altra pagina di storia mentre l’Italia manca il terzo acuto, ‘tradita’ anche da Innerhofer. Il super-G olimpico al Rosa Khutor Alpine Center si conclude col trionfo di Kjetil Jansrud, norvegese come gli ultimi tre campioni (Aamodt 2002 e 2006 e Svindal 2010, eguagliato il poker dell’Austria in slalom tra il ’52 e il ’64) e al terzo metallo olimpico dopo il bronzo in discesa qui a Sochi e l’argento in gigante di quattro anni fa. Una prova maestosa quella del 28enne di Stavanger, davanti alla quale si inchinano i vari Svindal – anche oggi a bocca asciutta -, Ligety e Bank.
L’argento va al sorprendente Andrew Weibrecht, americano specializzato in Olimpiadi (“ogni quattro anni si sveglia”, ironizza Fill): in 95 gare di Coppa del Mondo non e’ mai salito sul podio (miglior piazzamento due decimi posti) ma e’ gia’ alla seconda medaglia a cinque cerchi dopo il bronzo, sempre in super-G, di Vancouver.Terzo posto ex aequo per l’eterno Miller e il canadese Jan Hudec.Lo statunitense conquista la sua sesta medaglia ai Giochi, eguagliando il connazionale Bonnie Blair, e con i suoi 36 anni e 127 giorni e’ il piu’ vecchio di sempre a salire sul podio dello sci alpino, battendo il primato di Aamodt (che resta pero’ il piu’ titolato con 8 podi), oro nel super-G di Torino a 34 anni e 169 giorni. Hudec, invece, regala al Canada la prima medaglia nell’alpino dopo vent’anni di attesa, tanto e’ passato dal bronzo in discesa di Podivinsky nel ’94. Male, invece, l’Italia, che piazza il solo Peter Fill fra i primi dieci, con l’ottavo tempo.
“Era un bel tracciato, non facile, dove bisognava attaccare da cima a fondo – la sua analisi – All’inizio, pero’, ho commesso un errore e me lo sono portato dietro. Poi sono andato abbastanza bene ma sapevo che non sarebbe bastato. Me ne torno a casa senza medaglie ma sono contento di me stesso e delle mie gare”. Male Dominik Paris e Werner Heel, rispettivamente 16ˆ e 17ˆ. “Di questi Giochi mi rimarra’ il ricordo del caldo – prova a scherzare il primo – Nel complesso sono contento di aver ritrovato il ritmo”.Piu’ amaro Heel, che a Vancouver rimase fuori dal podio per due centesimi: “per tutta la stagione ho fatto fatica in questa specialita’ e forse non sono fatto per queste gare secche”. Ma oggi la vera delusione si chiama Christof Innerhofer, il cui super-G e’ durato appena un paio di porte.
“Volevo spingere da subito ma il grip non era quello che mi aspettavo e la gara e’ finita subito – racconta il finanziere di Gais, argento in discesa e bronzo in supercombinata – Dispiace, fra i pali mi diverto, ero in forma”. Alla sua Olimpiade il dt Claudio Ravetto da’ un 8 (“rispetto a un 10 un punto in meno per i sei centesimi dall’oro in discesa, un punto in piu’ per la supercombinata e due punti in meno per il super-G di oggi”), voto che trova d’accordo Innerhofer che si da’ due 10 per le prime due gare e un 5 per la prova odierna.
“Peccato, era la gara piu’ facile”, aggiunge, prima di augurarsi per il futuro “di stare bene, sperando che queste medaglie mi aprano nuove porte, nuove possibilita’. Il prossimo anno ci sono i Mondiali a Beaver Creek, che e’ una pista che mi piace. Spero di farcela, schiena permettendo”.

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