Published On: Mer, Feb 5th, 2014

Spazi pubblici. Separare i bambini dagli adulti non risolve un problema di civiltà.

spazi pubblici separare i bambini dagli adulti

di Daria Dolenz – Nel turismo e nella ristorazione si sta alzando un nuovo muro: la Child free Zone. I primi ad applicare le aree riservate esclusivamente agli adulti sono state le compagnie aeree asiatiche. Dal 2011 la Singapore airlines, offre ai propri passeggeri la possibilità di acquistare un posto nella zona riservata agli adulti con un sovrapprezzo di appena 14 dollari. Mentre la Malaysian Airlines si è spinta ancora più in là: ha interdetto l’accesso ai bambini in tutta la prima classe dei suoi Boeing.

Secondo uno studio della Ryanair i problemi causati dalla presenza di bambini sono così distribuiti: il 50% dalle famiglie che si aspettano un trattamento particolare, il 25% dal disturbo che i bambini arrecano ai passeggeri seduti accanto a loro, il 15% dai ritardi durante l’imbarco dalle famiglie con bambini al seguito, il 10% dalle corse dei bambini per i corridoi, dai calci che assestano agli schienali davanti al loro posto e dal fatto che i genitori non intervengano.

Ma non sono solo le compagnie aeree che sono intervenute per contenere i problemi causati dal comportamento poco educato dei bambini. Anche nella ristorazione alcuni operatori hanno deciso di creare delle Child Free Zone. A Berlino il Cafè Niesen ha allestito uno spazio riservato agli adulti. Anche nel Paese del Family-friendly, la Svezia, Josef Shamon proprietario del Nelly’s Coffee Shop, a Stoccolma, ha creato un’area separata. Shamon ha dichiarato che in genere la maggior parte dei bambini è tranquilla ma il 10% di loro ha causato problemi legati soprattutto alla sicurezza: pare che i piccoli ospiti si arrampicassero sulle scaffalature del locale.

La Child Free Zone è approdata anche in Italia. Il ristorante-pizzeria Bagnolo-Mella, vicino Bergamo, ha interdetto l’entrata dei bambini dopo le 21.00 e sulla porta d’ingresso ha posto un cartello che invita i genitori ad essere responsabili e i bambini educati.

Ovviamente dinanzi a misure così drastiche non mancano le critiche. Quella più forte sottolinea come simili divieti disincentivino ad avere figli in un’Europa dove la popolazione anziana è prevalente. Che fare? La strada è lunga: occorre educare i genitori a saper fare bene il loro mestiere. Solo allora avremo bambini capaci di comportarsi civilmente in pubblico.

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