Published On: Gio, Feb 13th, 2014

Stretta di Apple sui fornitori Stop ai “metalli insanguinati”

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Mai più metalli sporchi di sangue nei prodotti Apple. L’azienda della Mela, finita nel mirino per le condizioni in cui sono stati sottoposti per anni i lavoratori dello stabilimento Foxcon, annuncia una doppia stretta: per prima cosa, un monitoraggio sempre più attento delle aziende fornitrici con sedi nei Paesi asiatici. Il secondo punto, ed è una novità, è la messa al bando dei minerali estratti nelle zone di guerra.

Al centro del documento «Supplier responsibility report», pubblicato dal colosso californiano, c’è il tantallo, un elemento molto usato nell’informatica perché è un buon conduttore di calore ed elettricità.

Il punto, spiegano da Cupertino, è che i giacimenti più grandi sono spesso situati in paesi particolarmente instabili: Congo, Angola, Sud Sudan, teatri di conflitti e sfruttamento.

«Confermiamo che tutte le nostre fonderie di tantalio attive e registrate nella catena dei fornitori di Apple sono state validate con certificazione “conflict-free” da una società indipendente, e che continueremo a richiedere ai fornitori di usare esclusivamente fonti di tantalio verificate», spiega Apple, che si impegna a controllare anche le forniture di altri minerali come l’oro e il tungsteno «in modo da cambiare davvero la situazione».
Già due anni fa Nokia aveva pubblicato un’informativa sui passi da compiere per evitare transazioni con paesi coinvolti in conflitti. Il gruppo guidato da Tim Cook vuole anche contribuire a migliorare il trattamento degli operai nelle miniere: nel 2013 il 95% dei suoi fornitori di minerali hanno posto come limite 60 ore settimanali di lavoro e la società ha aumentato il numero di controlli del 15% nel 2013 rispetto all’anno precedente.

Fonte – LaStampa

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