Published On: Mar, Feb 11th, 2014

Svizzera, l’Ue avverte Berna “i patti si rispettano”

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Tensione tra Unione europea e Svizzera all’indomani del risultato del referendum sulle quote degli immigrati. Bruxelles ha comunicato alle autorità svizzere la cancellazione della riunione del 17 febbraio del negoziato sull’elettricità. “Nessun negoziato a livello tecnico su un accordo in materia di elettricità e’ previsto alla luce della nuova situazione perchè dobbiamo verificare il da farsi nell’ambito del più ampio contesto delle relazioni bilaterali” ha detto oggi la portavoce della Commissione Ue, Pia Ahrenkilde Hansen. Il negoziato Ue-Svizzera sull’elettricità e’ iniziato nel 2007 al fine di integrare anche la Confederazione nel mercato interno europeo dell’energia.

A fare la voce grossa e’ stato anche il presidente di turno Ue Evangelos Venizelos al termine della riunione dei ministri degli Affari generali. I 28 paesi Ue, ha detto al termine della riunione, pur rispettando l’esito del voto, si aspettano che la Svizzera “onori i propri obblighi derivanti dagli accordi stipulati con l’Unione europea nel quadro del diritto pubblico internazionale”. In particolare, il Consiglio dei ministri Ue ha ricordato che “le 4 libertà fondamentali sono una parte integrante dei rapporti fra Ue e Confederazione elvetica”, secondo la dichiarazione letta al termine da Venizelos. “Il mercato interno e i 4 pilastri – ha detto Venizelos – sono indivisibili ed e’ impossibile accettare una separazione fra la libera circolazione degli individui e quella dei capitali”.
Come ha ricordato il commissario agli Affari interistituzionali Marcos Sefcovic, “forse la Svizzera e’ proprio il Paese che ha maggiormente beneficiato della libera circolazione delle persone in Europa”.
Il pacchetto di accordi bilaterali fra Italia e Svizzera viene considerato dai partner europei nel suo insieme, ha detto anche il ministro degli Affari europei Enzo Moavero Milanesi, spiegando l’impostazione decisa oggi dal Consiglio Ue secondo cui “non si può accettare la libera circolazione dei capitali e non quella delle persone”. “Al tavolo del consiglio – ha detto Moavero – non si e’ discusso specificamente dei singoli accordi e non si sono citati i capitali, ma del fatto che la libera circolazione delle persone fa parte di un pacchetto indivisibile”. La palla, ha detto ancora, “e’ ora interamente in campo svizzero, sono le autorità elvetiche che devono trarre le conseguenze concrete dal voto di domenica”. Infatti per ora “nulla e’ stato comunicato all’Unione europea”.
Sulla questione calda della Svizzera, che coinvolge i lavoratori frontalieri italiani, oggi e’ nuovamente intervenuto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni che ha annunciato che “nei prossimi giorni” incontrerà il presidente del Consiglio di Stato del Canton Ticino, per “rafforzare i rapporti di collaborazione” che sono “comunque ottimi”. Il voto di domenica nel referendum elvetico sull’immigrazione “non e’ un voto anti-lombardo”, ha sostenuto il governatore, a margine di un incontro sulle infrastrutture per Expo. “Bisogna capire bene questi fenomeni per non trarne conclusioni sbagliate”, ha aggiunto, spiegando che nel Cantone la disoccupazione e’ al 4 per cento e il voto, a suo avviso, “non e’ una reazione contro i lavoratori dipendenti” frontalieri, ma semmai “nei confronti dei cosiddetti ‘padroncini’, imprenditori e artigiani”.

Fonte – AGI

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