Published On: Mer, Feb 12th, 2014

Tesoro di Hitler, trovate 60 opere d’arte

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La collezione di opere di Cornelius Gurlitt è ancora più grande di quanto si pensasse. A rivelarlo è Stephan Holzinger, portavoce dell’81enne figlio dello storico mercante d’arte Hildebrand Gurlitt, che durante il periodo nazista era riuscito a nascondere oltre 1.500 opere in gran parte sotratte agli ebrei e ritrovate solo lo scorso novembre dalle autorità tedesche. Chagall, Klee e Matisse lasciate in eredità al figlio Cornelius e da questo celate in un appartamento di Monaco di Baviera. Ma non era l’unico nascondiglio, perché in una casa di Salisburgo le autorità federali tedesche hanno trovato altre 60 opere, tra cui dei Picasso, Renoir e Monet. Un segreto, quello di Cornelius Gurlitt, mantenuto per quasi 80 anni, vivendo una vita nell’ombra, divisa tra Salisburgo e Monaco. E proprio a causa di uno dei suoi viaggi la polizia ha iniziato a seguire Cornelius. Era il 22 settembre 2010 quando Cornelius, di ritorno in treno dalla Svizzera, venne fermato e trovato con 9 mila euro in contanti. Ulteriori controlli portarono alla luce una sorta di ‘non-esistenza’ di quell’anziano signore di Monaco: nessun numero di previdenza sociale o una pensione o un’assicurazione medica, mai un lavoro. La sorpresa vera fu però nella sua casa: Gurlitt viveva circondato da 1.406 dipinti che per anni gli avevano permesso di vivere. Aveva venduto infatti qualche esemplare minore della sua collezione, del valore di oltre 1 miliardo di euro, senza mai rivolgersi al mercato nero, metteva i dipinti sul mercato in modo legale, alla luce del sole, come per “Il domatore di leoni” di Max Beckmann alla casa d’aste Lempertz, a Colonia. Dei 725mila euro incassati dopo l’asta, 400mila erano stati incassati da Cornelius. Che per sua stessa ammissione ha detto di non aver mai comprato un dipinto, non aggiungendo nulla alla collezione del padre. Una vera e propria galleria in casa che già gli americani nel 1950, quando interrogarono Hildebrand Gurlitt, ebbero il sospetto che fosse stata creata con il beneplacito del Terzo Reich, quando Goebbels, ministro della Propaganda, gli aveva fatto una proposta: vendere quadri di quell’arte contemporanea che Hitler considerava degenerata ma che con le vendite avrebbe permesso di acquistare capolavori per il museo che il Fuhrer voleva costruire a Linz. Adesso Cornelius è in custodia da fine anno, e paga le colpe di suo padre e di un amore perduto, come ha spiegato in un’intervista al Der Spiegel: “I quadri mi mancano terribilmente. Io ho vissuto con loro, fin da quando giocavo tra i dipinti da bambino. Sono la cosa che ho amato di più in vita mia”.

Fonte – RaiNews

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