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Mosca, 27 feb. – La sede del Parlamento e del governo della Crimea è sotto il controllo di un gruppo di autodifesa della popolazione russofona. Lo riporta Interfax, citando fonti locali. Secondo quanto riferisce l’agenzia, in tutta la penisola si stanno formando in modo spontaneo unità di autodifesa tra la popolazione russofona, dirette a Sinferopoli, la capitale della Repubblica autonoma di Crimea. Poco prima, un portavoce del Parlamento locale aveva riferito che un gruppo di uomini armati e in divisa mimetica, ma senza tratti distintivi, aveva occupato la sede del Parlamento e del governo.

I russofoni puntano a un referendum sulla secessione della Crimea dall’Ucraina. Nell’edificio, su cui sventola bandiera russa, ci sono fino a 50-60 uomini con molte armi. Nessuno è rimasto ferito nell’irruzione. Il blitz è stato confermato dal premier della Crimea Anatoliy Mohilyov, il quale ha spiegato, ma senza aggiungere dettagli, che le autorità locali si stanno preparando ad “attivare misure”. La polizia e le forze di sicurezza ucraine sono state poste in stato d’allerta, secondo quanto annunciato dal ministero dell’Interno di Kiev. Il consolato russo a Sinferopoli, capitale della Repubblica autonoma di Crimea, ha ricevuto diverse richieste per ottenere lo status di rifugiati o migranti forzati da parte di cittadini ucraini.

Intanto i jet da guerra russi lungo i confini occidentali sono stati posti in allerta da combattimento. Lo ha annunciato il ministero della Difesa. “I nostri aerei da guerra stanno effettuando pattugliamenti aerei continui nelle regioni di confine”, si legge in un comunicato.
“Al momento hanno ricevuto un segnale di massima allerta”, aggiunge la nota. “Il ministero degli Esteri russo continuerà a difendere i diritti dei suoi connazionali nell’arena internazionale e reagirà in modo fermo e senza compromesso in caso venissero violati”, ha scritto il dicastero su Twitter, denunciando allo stesso tempo “violazioni dei diritti umani su vasta scala in Ucraina”. Tra questi, a destare la “preoccupazione” di Mosca, una serie di episodi di “discriminazioni, aggressioni e vandalismo”.

Poco prima, una nota dello stesso ministero aveva riferito di continue profanazioni di “monumenti della storia” legata alla passata dominazione russa e sovietica in Ucraina. In particolare – ha denunciato il dicastero – l’ultimo episodio riguarda il Memoriale della fiamma eterna nella città di Sumy. “Stanno umiliando la memoria dei soldati che hanno liberato l’Ucraina”, ha accusato la Cancelleria moscovita, spiegando che “a Sumy è apparsa una vasta discarica vicino alla fiamma eterna, che commemora gli eroi della Seconda guerra mondiale”, proprio nel 70° anniversario della liberazione dell’Ucraina” dai nazisti.

Fonte AGI

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