Published On: Lun, Feb 24th, 2014

Ucraina, ordine di arresto per Yanukovich: l’accusa è strage

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Terminata la rivoluzione si fanno i conti con il passato. Dopo gli ultimi tre giorni intensi nei quali l’Ucraina ha deposto Viktor Yanukovich, ha cambiato premier, governo e lingua ufficiale (ucraino e non più russo), adesso toccherà alla magistratura occuparsi dell’ex presidente della Repubblica. Yanukovich e i suoi fedelissimi sono ricercati con l’accusa di strage, per l’uccisione di massa di civili ucraini. Ad annunciarlo è il nuovo ministro dell’Interno ad interim, Arsen Avakov, vicinissimo alla leader della Rivoluzione Arancione del 2004, Yulia Tymoshenko. I nuovi procuratori ucraini hanno aperto delle indagini penali contro gli ufficiali delle forze di sicurezza, molti dei quali in fuga da sabato scorso, considerati i responsabili del massacro di 100 persone nella guerra civile che si è registrata a Kiev nella scorsa settimana. Ieri sera nella capitale sono sfilate migliaia di persone con candele e fiori in ricordo dei caduti.

Dopo la fuga di Yanukovich, i leader dell’opposizione in Ucraina sono pronti a nominare oggi un nuovo governo ad interim, mentre Russia e potenze occidentali incrociano le armi. La situazione in Ucraina “rappresenta una minaccia per i nostri interessi e per la vita dei nostri cittadini” ha detto il premier russo Dmitri Medvedev che ha richiamato il proprio ambasciatore da Kiev e ha congelato i 15 miliardi di aiuti promessi in attesa di capire gli sviluppi della vicenda. Ma non solo, Mosca aumenterà i dazi doganali sulle importazioni provenienti dall’Ucraina se Kiev si avvicinerà all’Unione europea. “Noi diciamo all’Ucraina: avete il diritto, ovviamente, di scegliere la vostra strada ma in questo caso saremo costretti ad aumentare le tariffe sulle importazioni” ha avvertito il ministro dell’Economia russo Alexei Oulioukaev.

La Russia alza ancora i toni nei confronti del governo salito al potere in Ucraina: a Kiev stanno emergendo tendenze “dittatoriali” e “metodi terroristici” ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov.

Stati Uniti e Gran Bretagna hanno chiesto al presidente Vladimir Putin di non considerare l’uso della forza per riconquistare il potere nei confronti del paese, considerato strategico per la costruzione di uno spazio economico che funzioni da contrappeso rispetto ai paesi occidentali.

Yanukovich avvistato in Crimea. Continua il mistero su dove si trovi Viktor Yanukovich. L’ex presidente ucraino sarebbe stato visto a Sebastopoli, il porto della Crimea base della Flotta del Mar Nero della Marina russa. Il deputato dell’opposizione Volodym Kurennoy ha scritto su Facebook di avere informazioni non confermate secondo cui Yanukovich sarebbe stato arrestato in Crimea, mentre, secondo il sito ucraino Liga.net, i cittadini di Sebastopoli lo avrebbero visto in compagnia di soldati russi. I portavoce del ministero dell’Interno e del Servizio di sicurezza in Crimea hanno però affermato di non avere tali informazioni.

35 miliardi di aiuti. Intanto si prepara il campo per l’Ucraina post-Yanukovich. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha telefonato a Yulia Tymoshenko e a Vladimir Putin per chiedere ad entrambi il massimo sforzo per garantire stabilità al paese. Ma l’urgenza nel paese al momento è risollevare un’economia frenata da mesi di proteste e di cattiva gestione. Il ministro delle Finanze ad interim, Iuri Kolobov, ha lanciato l’allarme: “L’Ucraina ha bisogno di 35 miliardi di dollari in due anni” proponendo una conferenza internazionale dei finanziatori per risolvere la situazione.

Dopo la caduta di Yanukovich l’Ue si è detta pronta ad aiutare l’Ucraina con 20 miliardi di aiuti per evitare il default. “Dobbiamo essere pronti a fornire assitenza finanziaria attraverso organizzazioni come il Fondo Monetario Internazionale” ha dichiarato il ministro britannico delle Finanze, George Osborne, sottolineando la necessità di “non voltare le spalle” a Kiev proprio ora che si prospetta un vero riavvicinamento con l’Europa. Questa emergenza sarà al centro della visita, oggi, del capo della diplomazia europea, Catherine Ashton, a Kiev. L’alto rappresentante degli Esteri dell’Ue si è recata subito nella Maidan portando un mazzo di fiori per rendere omaggio a tutte le vittime degli scontri fra l’opposizione e le forze di polizia.

La spaccatura del paese. Adesso il rischio è una spaccatura a metà del Paese, tra le regioni occidentali nazionaliste e filo-europeiste e le regioni orientali, più vicine alla Russia. Il mantenimento dell’integrità territoriale dell’Ucraina è il più difficile compito che avrà il nuovo governo anche nel breve periodo.

Le forze radicali che continuano a presidiare Piazza Indipendenza in attesa degli sviluppi politici in Parlamento, hanno posto tra le loro richieste la messa al bando del partito delle Regioni – la formazione di Yanukovich – e del partito Comunista, che hanno i loro serbatoi elettorali a oriente. Quest’ultimo ha fatto sapere oggi che guiderà l’opposizione al nuovo governo.

Ma la situazione rischia di precipitare in Crimea, dove il puzzle è ancora più complicato tra movimenti filorussi e minoranza tatara. Il risveglio dei fremiti separatisti potrebbe condurre questa volta a conseguenze decisive: molto dipende da come si posizionerà il Cremlino, che se da un lato si prepara a lavorare comunque con il prossimo presidente e governo ucraino, tenendo in mano le solite leve, a partire da quella del gas, dall’altro ha interesse a tenere un piede fisso in Ucraina. Cruciale anche l’accordo firmato nel 2010 da Yanukovich, che prevede la permanenza della flotta russa sino al 2042: cambiamenti radicali a Kiev potrebbero travolgerne la validità e creare ulteriori tensioni.

Fonte – La Repubblica

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