Published On: Mer, Feb 26th, 2014

Verdura fai da te: una risposta alla crisi

URBAN FARMER

di DARIA DOLENZ – La crisi economica si fa sempre più lunga e gli italiani si trasformano in urban farmer, ossia coltivatori di orti di proprietà pubblica presenti nelle periferie delle città e nei terrazzi delle proprie abitazioni. Ma come si diventa urban farmer? Semplice, basta chiedere l’autorizzazione al Comune. La tendenza sembra destinata al successo. Uno studio della Coldiretti sul rapporto ISTAT dedicato al Verde Urbano del 2011 ha infatti evidenziato la correlazione tra il taglio dei costi per la spesa alimentare da parte delle famiglie e la crescita degli urban farmer. I vantaggi sono evidenti: si risparmia, mentre disoccupati e cassaintegrati impiegano il tempo in maniera produttiva.

A Roma, città che ha riscoperto la tradizione degli orti urbani, sono nate diverse associazioni. Ad esempio gli Orti Urbani Garbatella, che hanno permesso ai cittadini, di coltivare la terra e di aiutare ragazzi portatori di handicap; e l’associazione Hagape 2000, che ha favorito l’integrazione di rifugiati in fuga da guerre e povertà. Ma anche a Bologna e Milano gli orti stanno decollando, e non solo per contenere il costo della spesa. L’Istituto psichiatrico Paolo Pini di Milano utilizza l’orto per coadiuvare la cura dei pazienti. A quanto pare prendersi cura delle piante ha un effetto terapeutico. Negli USA gli effetti benefici degli orti hanno spinto aziende come Toyota, Pepsi e Yahoo a mettere a disposizione dei dipendenti dei fazzoletti di terra da coltivare durante la pausa pranzo. Sembra che l’orto migliori la produttività sul lavoro, abbassi lo stress e in una certa misura appiani le differenze gerarchiche.

Tornando in Italia, per gli urban farmer da balcone la Coldiretti ha ipotizzato un costo dai 40 ai 50 euro per l’acquisto di due contenitori da ottanta centimetri di lunghezza, la giusta quantità di terra e sei piantine orticole. Il segreto sta nell’ottimizzazione degli spazi. Lo sviluppo dell’orto ha portato anche alla diffusione di piante rare e alla promozione della cultura del Km zero, ossia la possibilità di acquistare frutta e verdura di stagione proveniente dal territorio in sui si risiede.

Anche le tipologie I tipi di orto possono essere diversi: si va dall’orto riciclato che utilizza materiali come plastica e vetro all’orto rialzato per chi non dall’orto in verticale per chi non ha spazio sufficiente all’orto didattico per le scuole. Insomma fantasia e volontà non mancano agli urban farmers. Uno stimolo positivo della crisi, a cui va aggiunto il riavvicinamento dell’uomo alla natura.

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