Published On: Mer, Mar 12th, 2014

Cannabis terapeutica: i motivi di una speranza per molti malati

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Cannabis

di DARIA DOLENZ – Il tribunale di Avezzano ha autorizzato l’uso gratuito della marijuana a scopo terapeutico. L’ordinanza del giudice, Elisabetta Pierazzi, ha concesso a un paziente indigente e malato di Sclerosi multipla di accedere gratuitamente alla terapia del dolore a base di cannabis. Il giudice si è basato sull’articolo 32 della Costituzione che tutela la salute come fondamentale diritto dell’uomo e della comunità.

Al principio attivo (THC) contenuto nella pianta sono state riconosciute qualità terapeutiche che aiuterebbero pazienti malati di Cancro, Aids, Sclerosi multipla e Artrite reumatoide. In virtù di un decreto ministeriale in Italia è possibile prescrivere medicinali a base di cannabis. Le prime regioni che ne hanno disciplinato l’uso sono state: Puglia, Abruzzo, Toscana, Liguria, Veneto, Lombardia e Piemonte.

Allora, dove nasce il disagio dei cittadini malati? Il paziente per accedere a una terapia a base di cannabis deve prima provare l’efficacia di tutti gli altri farmaci. Eppure per certe malattie gli effetti del THC sono stati testati. Inoltre, in Italia è proibita la coltivazione della cannabis se non per scopi di ricerca. Quindi tutti i medicinali devono essere importati e per questo serve una serie di accordi con centri o istituti stranieri che vendono i medicinali. Il costo che un malato deve sostenere per un mese di trattamento con un farmaco a base di cannabis si aggira sui seicento euro. Le ricerche sulle proprietà curative dalla cannabis continuano e sembrerebbe con buoni risultati. Gli studi del professore di neuroscienze dell’università dell’Ohio (USA) Gary Wenk, che da venticinque anni si occupa di pazienti malati del morbo di Alzheimer, sembrano dimostrare che i cannabinoidi sono in grado di contrastare le infiammazioni al cervello e di far rallentare l’avanzata della malattia. Alle stesse conclusioni sembra siano giunti anche i ricercatori spagnoli dell’Istituto di ricerca del CSIC (Consiglio superiore di Ricerca Scientifica).

Il primo Cannabis social club italiano è nato in provincia di Lecce, a Recale ed è portato avanti dall’associazione Lapian Tiamo i cui soci sono un gruppo di malati di sclerosi multipla. Nei Cannabis social club si coltiva marijuana per scopo curativo e vengono fornite ai malati informazioni relative alla cannabis terapeutica e supporto psicologico.

Più volte è stata ribadita l’importanza di una diagnosi precoce della malattia per contrastarla con le cure più adatte. Sembrerebbe che gli strumenti per migliorare la qualità della vita di un malato ci siano. Ma c’è ancora bisogno di regolamentare la coltivazione di cannabis e rendere accessibili i farmaci. 

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