Published On: Mer, Mar 12th, 2014

La crisi e l’ottimismo firmato Formigli: è “impresa impossibile”

Formigli

di TOMMASO ALBERINI – Sobrietà, bellezza, generosità e coraggio. Sono quattro le parole chiave scelte da Corrado Formigli per descrivere il suo primo libro: “Impresa impossibile”. Il giornalista napoletano, noto per la conduzione di “Piazzapulita” su la7, venerdì pomeriggio ha visitato la nostra città per la presentazione del suo saggio alla Feltrinelli, ospiti presenti anche Francesco Mutti, “mister pomodoro” per gli amici, e il nostro sindaco a cinque stelle Federico Pizzarotti.

Storie di italiani che hanno combattuto e vinto la crisi”, sottotitolo dell’opera, esemplifica bene il contenuto delle 116 pagine che la compongono: Formigli ha abbandonato momentaneamente il ruolo, ormai consolidato, di conduttore TV, per tornare a rivestire “i suoi veri panni”: quelli del cronista d’inchiesta. Ha così intrapreso un viaggio nell’Italia arida della crisi finanziaria, scevra di speranze e d’ottimismo. Non totalmente però. Qualcuno che crede nelle possibilità di questo paese ancora c’è. Piccoli imprenditori, professionisti, lavoratori onesti. Corrado Formigli li ha inseguiti su e giù per lo stivale, incontrandoli, conoscendoli e raccontando le loro storie in una sorta di “manuale contro il pessimismo”.

L’incontro di venerdì, tuttavia, non è cominciato con la presentazione del libro: come era prevedibile, trattandosi di un giornalista politico, Formigli non ha resistito davanti alla tentazione di un’intervista lampo al primo (e attualmente unico) grillino salito “al potere” in Italia. Se questo è un elemento di per sé sufficiente a suscitare interesse, per i cacciatori di notizie, nei confronti di Pizzarotti, il recente dissidio con conseguente “scomunica” tra lui e Grillo costituiscono un ghiotto boccone, per l’autore di “Impresa impossibile”. E così è stato.

La stampa ha speculato come sempre sulle nostre beghe di quartiere. Spesso mi capita di notare come i rappresentanti del quarto potere, che idealmente svolgono un ruolo fondamentale, si concentrino più sul gossip che sui fatti, raccontando i politici più che la politica. Con Grillo c’è stata una telefonata di chiarimento. Sulle espulsioni mi limito a dire che il metodo dovrebbe essere più chiaro, così come le motivazioni per cui si viene radiati dal movimento”. Il primo cittadino liquida così le domande del giornalista.

Tornando al libro, Formigli si oppone a chi accusa di aver fatto un “frullato” delle storie già raccontate a Piazzapulita. “Impresa impossibile”, come spiega, è il frutto di un viaggio autentico, sia fisico che spirituale, che lo ha portato a riflettere sul proprio lavoro di moderatore televisivo, “chiuso coi politici fra le quattro mura degli studi de la7, anziché nel mondo ad incontrare la gente e a raccontare la storia delle persone vere”.

Ha quindi anticipato la trama dell’opera citandone i quattro valori portanti, gli stessi pilastri che dovranno sostenere l’Italia di domani: sobrietà, quindi il conformarsi dei “vertici” alla “base” adottando stili di vita semplici, in cui la gente si può rispecchiare e ricominciare a credere nella politica; generosità: rifiutare il pensiero economico classico, negligente verso il capitale umano, adottando politiche industriali “generose” e “grate” verso i lavoratori; bellezza, cioè l’amore per il nostro paese, il saperne apprezzare le bellezze naturali ma anche folcloristiche e quindi il coraggio: avere il cuore di rimanere, pur nelle mille difficoltà, sostenendo l’economia del paese col ripudio della delocalizzazione.

Interviene anche Francesco Mutti, A.d. della locale industria di pomodori “Mutti”, nonché protagonista di una delle 8 storie raccontate nel libro: il nome del capitolo in questione è decisamente azzeccato, “L’oro rosso”. Mutti parla dell’importanza della misura di giudizio, per quanto riguarda l’attuale crisi: sottovalutare il problema significa non avere la spinta giusta per affrontarlo, sopravalutarlo, invece, è sinonimo di una pericolosa rassegnazione assolutamente da evitare. Il magnate dei pelati individua le cause del malessere italiano nell’erratissimo connubio tra industria e politica, legate da un rapporto “do ut des” che stritola i piccoli imprenditori e soffoca l’economia nazionale.

Del trio Formigli-Mutti-Pizzarotti, il primo è il più ottimista. Mutti, al cui coro si aggiunge anche il sindaco, vede le cose più negative: “Io sono qui a combattere finché non finisco le munizioni. Ma se alle mie spalle l’esercito non arriva, come faccio?”.

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