Published On: Gio, Mar 20th, 2014

Liberata la quindicenne italiana rapita in Brasile

Das brasile

Dopo quattro giorni di sequestro, stamattina alle 4 (le 8 in Italia) finalmente il lieto fine per la ragazza italiana rapita in Brasile. La quindicenne è figlia di Ettore Castelluzzo, imprenditore italiano titolare dell’azienda Elisabetta de Italia, emigrato in Brasile nel 2006 per motivi di lavoro. La figlia l’aveva raggiunto solo 5 mesi fa, ed aveva cominciato a frequentare regolarmente la nuova scuola. Non sappiamo se dopo questa avventura avrà voglia di continuare a vivere nel paese carioca.

Sabato scorso la ragazza (il cui nome è comprensibilmente tenuto nascosto) e il padre ritornavano a casa ad Arraial do Cabo, quando entrambi sono improvvisamente immobilizzati e sequestrati. Castelluzzo viene liberato in poche ore, in modo da permettergli di recuperare i 720mila reais, circa 220mila euro, del sequestro. L’imprenditore si rivolge però alla polizia. Dopo un contatto telefonico la Divisione antisequestro della polizia civile (Das) di Rio localizza il luogo da cui è partita la telefonata, una palazzina a Cabo Frio, a pochi chilometri dal luogo del rapimento, e si organizza per l’intervento.

Nello scontro a fuoco muoiono Edson de Souza ed Osmar Elias Barbosa, due malviventi ben noti alle forze dell’ordine brasiliane: in passato erani stati infatti arrestati per ben 17 volte, di cui 10 con l’accusa di sequestro di persona. Un terzo complice ( Rodrigo Rodrigues da Silva) è riuscito a fuggire. La ragazza viene liberata dalle catene che la tenevano legata è dopo un breve tragitto in elicottero può riabbracciare il padre in lacrime.

In Brasile la pratica del sequestro a breve termine è una realtà diffusa, non esistendo regole come in Italia che la sanzionano pesantemente e bloccano i beni della famiglia del rapito in modo da non permettere il pagamento del riscatto. Nel paese che dovrà ospitare i prossimi mondiali viene invece spesso pagato dai familiari che non sembrano fidarsi troppo della Das brasiliana, che pure si è dimostrata efficace in questo caso. Inoltre le pene per i sequestratori sono particolarmente basse, come dimostra il fatto che i due rapitori fossero liberi nonostante fossero giunti al loro undicesimo, e ultimo, sequestro.

 

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