Published On: Mar, Mar 11th, 2014

Quote rosa bocciate: forza italia e una parte del PD le dichiarano incostituzionali

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donneNiente quote rosa nel nuovo Italicum. La legge elettorale che verrà votata in via definitiva oggi alla Camera, nasce però fra polemiche e divisioni che non resteranno prive di strascichi. Novanta deputate di quasi tutti i partiti hanno chiesto con insistenza l’introduzione della parità di genere, presentandosi in aula vestite di bianco per sostenere la loro richiesta.

Ma non sono riuscite a superare le resistenze di molti colleghi maschi, principalmente di Forza Italia, che è arrivata a definire “incostituzionali” i tre emendamenti trasversali sulla parità di genere. Ma anche nel Pd, come accusano le deputate dem, “l’accordo non è stato mantenuto”. Fra i democratici, complice il voto segreto, sono mancati decine di voti, nonostante la posizione del partito fosse ufficialmente a favore.

Le donne del Pd sono furiose e minacciano di far mancare il numero legale oggi in aula o di votare a favore delle preferenze. «Una ferita che toglie credibilità alla proposta di legge elettorale» lo ha affermato l’ex ministro delle Pari opportunità, Barbara Pollastrini. Renzi ha cercato di smorzare la protesta assicurando che comunque “nelle liste democratiche l’alternanza sarà assicurata. Ho sempre mantenuto la parità di genere, non intendo smettere adesso”. I no alle quote rosa sono venuti però anche da molte donne.

Non tutte le deputate infatti hanno appoggiato la battaglia delle colleghe. Non lo ha fatto per esempio Daniela Santanchè in FI, che provocatoriamente ha punto: “Il bianco ingrassa”. Ma anche molte renziane del Pd (comprese le ministre) si sono tenute lontane dal braccio di ferro. Le pasionarie della quote rosa hanno deciso di tenere duro e non hanno ritirato gli emendamenti. Il governo ha deciso di non dare indicazioni e Pd, Forza Italia e Ncd hanno lasciato ai loro parlamentari libertà di coscienza.

Al momento del voto segreto è stata così bocciata l’alternanza di genere nelle liste (335 no), la presenza del 50% di donne capilista (344 voti contrari) o anche solo del 40% (298 no). Non è passato così neanche l’emendamento più morbido, su cui eppure sembrava potesse essere trovata un’intesa.

Nel nuovo Italicum ci saranno invece le candidature multiple, non più di otto, e i collegi plurinominali saranno almeno 120. Sparisce invece la norma salva Lega. Nonostante questi scossoni, l’accordo fra Renzi e Berlusconi ha superato la prova dell’aula, ma è anche vero che la questione delle quote rosa è diventata lo strumento per manifestare il dissenso verso l’Italicum. E non è stato un dissenso lieve, con spaccature profonde nei maggiori partiti, Pd compreso. Tutto ciò dimostra che Renzi fa fatica a controllare i suoi gruppi parlamentari, come osserva preoccupato anche Silvio Berlusconi, che teme agguati al Senato per far rientrare le preferenze. Tutto ciò lascia presagire per la riforma elettorale una navigazione tutt’altro che tranquilla a Palazzo Madama. E c’è chi parla già di profili di incostituzionalità della nuova legge elettorale.

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