Published On: Mer, Mar 5th, 2014

Tempo di scomuniche

scomunica

di MASSIMILIANO PARENTI – La scomunica è uno degli strumenti più antichi della politica: tendenzialmente questo concetto ci rimanda al Medioevo e alla celebre lotta per le investiture tra papato e imperatore che vide nell’episodio di Canossa il suo apice, ma personalmente trovo che il suo significato si possa estendere a qualunque fenomeno socio-politico nel quale un potere forte cerca di screditare o di togliere l’appoggio ad un altro potere medio-forte rivendicando la superiorità o la legittimità del proprio.

Nell’epoca di twitter, dove è il web a farla da padrona, le guerre si combattono a distanza sotto l’occhio vigile di migliaia di militi ignoti che, con commenti e condivisioni, trasmettono quella che è la tendenza dell’opinione pubblica. Dunque le scomuniche del mondo contemporaneo possono essere rappresentate da semplici frasi che, con la dovuta dose di interpretazione, tendono a svelare il delicato equilibrio tra poteri interni. Insomma, l’episodio che ha visto protagonisti il capo del Movimento cinque stelle e del nostro sindaco Federico Pizzarotti ha davvero l’aria di essere accostabile a una sorta di scomunica laica. A quanto pare Grillo non ha gradito l’incontro indetto dal sindaco di Parma per il 15 Marzo tra i prossimi candidati alle amministrative, avvenuta a sua insaputa, mentre quest’ultimo ha preso le distanze dal comportamento autoritario di Grillo (i rumors dicono che i due non sono in contatto dal mese di Agosto). Domanda legittima: chi andrà a Canossa?

Inutile dire che sono poche le volte in cui il comico genovese è tornato sui suoi passi (anzi, la sua determinazione pare essere la molla vincente della sua persona) e sembra che voglia davvero mostrare al mondo quanto si estende il suo lungo braccio sulle influenze nel fronte interno. D’altra parte è ormai chiaro che, almeno da Febbraio 2013, chi porta i pantaloni in casa è solo uno e se qualcuno va controtendenza allora va riportato in carreggiata o eliminato.

Altro fattore di divisione: il recente episodio che ha portato all’espulsione di quattro senatori ha mostrato i primi segni di possibili scomuniche future: il sindaco di Parma si è dichiarato apertamente contro il gesto, sostenendo di “non averne capito le ragioni”: come biasimarlo, d’altronde. Prontamente, il mal di pancia e le reazioni non sono tardate ad arrivare, anche se il pretesto è un altro. È ormai evidente che il nuovo governo ha paradossalmente compattato parzialmente il Pd renziano e non, mentre iniziano le divisioni del Movimento di Grillo. Riuscire ad intuire se prevarrà la linea tradizionale o le nuove correnti – mi si permetta di chiamarle “più democratiche” – è tutto da vedere. Ma è innegabile che si tratta di un esame di maturità che ha in palio il destino di quello che è iniziato come un gruppo nutrito di oppositori della casta, pur con ottime intenzioni, e si è trasformato in una famiglia allargata a conduzione del pater familias che detta legge.

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