Published On: Mer, Mar 12th, 2014

Violetta d’oro: Premio femminile in ricordo di Pierangela Venturini

 violetta d'oro

Di BRUNELLA ARENA-  “La giornata dell’8 marzo non va celebrata come un rito, dovrebbe essere un momento di riflessione e responsabilità personale; ed è fondamentale l’impegno di tutti a continuare su questa strada”. La sala Savani della Provincia di Parma gremita da una platea, per la maggior parte al femminile, e le parole del Presidente della Provincia, unite a quelle dell’Assessore alle Pari Opportunità, Marcella Saccani, celebrano il Premio Pierangela Venturini che, dal 2009, ogni anno assegna una violetta d’oro alle donne che si sono distinte a livello nazionale e locale per meriti legati al proprio ambito professionale o personale. In sala anche gli altri membri della giuria Mario De Blasi e Barbara Zerbini.
La persona di riferimento cui è dedicato il Premio, Pierangela Venturini, è stata un avvocato e giurista di Parma ma soprattutto “una donna libera prima di tutto nel pensiero, in tempi in cui non era così scontato”, il ricordo dell’assessore Saccani prosegue specificando come la Venturini sia stata anche la Presidentessa del Centro Antiviolenza di Parma, che ha contribuito a far nascere. E non è una caso “che il premio sia una violetta d’oro: il simbolo della parte più femminile di questa città”, continua la Saccani. In un periodo storico in cui la vita, sotto forma di compagni violenti, mariti accecati dalla gelosia ed ex partner instabili, sembra accanirsi contro le donne, il mantra per cui occorre l’impegno di tutti, unito ad un lavoro quotidiano e costante di rieducazione ai valori, “quelli di rispetto e solidarietà” citati da Bernazzoli, si ripete anche davanti alle vincitrici del premio dell’edizione 2014, quasi a sottolinearne la straordinarietà. Donne normali, diventate “famose”, a volte loro malgrado come l’avvocato Lucia Annibali, tra le tre donne premiate, sfigurata dall’acido, per quello che fanno e per come lo fanno, o per come hanno imparato a farlo.
Una violetta è per la Annibali, appunto, “per il coraggio, l’intelligenza, la sensibilità dimostrata nel prendere in mano il proprio destino. Per la costanza profusa nel trasmettere un messaggio di speranza a tutte le donne”. Un’esperienza “che metto a disposizione di tutti se può essere di aiuto, non solo per chi la vive in prima persona, ma anche per chi ha quotidianamente a che fare con la sofferenza altrui”. Un altro fiore dorato è destinato a Lucia Russo, magistrato, “per la passione che mette nel suo lavoro e per l’impegno contro il dilagare e il diffondersi della violenza di genere. Per la tenacia con cui si dedica alla difesa delle donne vittime di violenza”. Un lavoro e un percorso fatto di aiuto e conoscenza perché, nelle sue parole, “l’informazione, l’educazione e la cultura sono l’unico strumento per la pacificazione dei conflitti. Non può esserci tolleranza davanti a nessuna forma di violenza o prevaricazione fisica e mentale”. L’altra violetta è per Sonia Soncini, esercente parmigiana, “per l’aiuto sincero, disinteressato e passionale che ha dato a tante persone e che ne fanno una cittadina al servizio degli altri”. L’esempio pratico, data anche la proposta di candidatura arrivata dai suoi affezionati clienti, di come le relazioni tra persone possano diventare operative sul territorio.

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