Published On: Mer, Mar 12th, 2014

#YUMMY

SocialFood

Di GIORGIA FIENI-       Della mania di fotografare il cibo prima di gustarlo ne abbiamo già parlato in qualche post. Quello che forse ancora vi sfugge è che parte del “divertimento” di chi diffonde queste immagini sui social network (e in questo caso parliamo più di Instagram e altri simili quali Pinterest e Platter – ancora più specifico perché i protagonisti sono i singoli ingredienti) sta nel renderle il più popolari possibili, e per questo si usano dei “nomignoli” appositamente creati, spesso in inglese, ma tutti preceduti dal simbolo #, un hashtag, che ne aiuta la ricerca.

Nel 2012 un sito ha fatto un sondaggio per cercare di capirne significato e popolarità (contandone le foto) e ne sono emersi risultati come: #instafood, cibo pubblicato su Instagram, appunto, quasi 5mln di foto; #yummy, buono e goloso, più di 12mln, #foodie, appassionato di cibo, quasi 1,5mln, #foodporn, cibo godurioso, 10,5mln e #cooking, cucinare, più di 1mln.

La gastronomia ha quindi un vocabolario sempre più ampio, difficile da racchiudere in una sola pubblicazione; meglio affidarsi alla rete, che può ospitare tutti. Se poi vogliamo dare un’occhiata al mondo delle videoricette, ci troviamo di fronte ad una varietà ancora più ampia, senza contare che, oltre a The Official Hungry, presente su Youtube come canale solo gastronomico, molti chef se ne stanno occupando direttamente dai loro siti personali.

Tant’è che, dopo essersi lamentati per anni di clienti che a tavola tiravano fuori macchine fotografiche più o meno professionali e smartphone dotati di fotocamera, ora pure loro partecipano agli eventi in cui i protagonisti sono i foodblogger e i foodlovers. Appositamente organizzati, sono occasioni create apposta per poter esporre il cibo, metterlo sui social network, commentarlo dal vivo o attraverso il computer. E in quei momenti chi cucina diventa critico e chi è critico diventa cuoco.

L’amministratore delegato di Twitter, Dick Costolo, poi, nel 2013 ha compiuto un interessante esperimento: ha cinguettato “Steak tartare in six seconds” e creato un video appunto di sei soli secondi in cui preparava una tartare. In questo modo ha lanciato un ulteriore innovazione nel linguaggio gastronomico: l’haute cuisine in 140 caratteri.  #yummy

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