Published On: Dom, Apr 6th, 2014

Unione Europea: istruzioni per l’uso

Forse molti non lo sanno, ma l’Unione Europea fa indirettamente parte della nostra vita, in modo imprescindibile. Astenersi euroscettici e politicanti anti-sistema: l’Europa unita è necessaria, lo è sempre stata e, respingendo velleità profetiche, lo sarà sempre. Come giustamente ricorda in questi giorni uno spot della Rai, di Europa si deve parlare: il 70% delle azioni che quotidianamente compiamo, delle attività che svolgiamo, dei luoghi che visitiamo, infatti, è regolamentato dall’Unione Europea.

L’UE ormai controlla la quasi totalità delle politiche nazionali: da quelle monetarie a quelle agricole, fino alle culturali e alle sanitarie. E’ una realtà che ci riguarda da vicino, è inutile negarlo, quindi smettiamola di snobbare questo organo fondamentale della nostra vita politica: da sempre, la percentuale di affluenti alle urne delle elezioni politiche non corrisponde alla percentuale di chi vota alle elezioni europee. In Italia, in particolare, alle ultime elezioni UE del 2009 ha votato solo il 65% degli aventi diritto, contro il 75% delle politiche 2013 e l’80,5% delle politiche 2008. Le statistiche, inoltre, mostrano che nel 2009 più del 72% dei giovani compresi tra i 18 e i 24 anni decise di non votare la composizione di Bruxelles. Un dato allarmante, e alquanto triste, se si pensa alla storia del nostro continente.

L’Unione Europea nasce sulle ceneri della guerra, nel 1951, con lo scopo di impedire ogni possibilità di ritorno agli orrori che sconvolsero il mondo: mettendo in comune la produzione di carbone e acciaio, infatti, i 6 stati fondatori, (tra cui l’Italia!) intendevano rinunciare alla possibilità di armarsi nuovamente e combattersi tra fratelli. Solo successivamente diventerà una comunità economica e politica, espandendosi esponenzialmente fino a raggiungere l’attuale dimensione di 28 stati membri, riuniti dal 1992 sotto il nome di “Unione Europa”.

Il Parlamento Europeo ha sede a Bruxelles ed è l’organo fondamentale dell’Unione: ha il compito di proporre e approvare le leggi che influiranno, come detto sopra, su più del 70% della vita dei cittadini europei, italiani compresi. Ecco perché è importantissimo contribuire a definire la sua composizione partitica, attraverso le elezioni europee. Queste avvengono ogni 5 anni e concorrono ad eleggere i 750 deputati che siederanno al tavolo delle decisioni comunitarie. Ogni paese membro ha un numero prefissato di deputati eleggibili, l’Italia ne ha 73.

In ciascun stato membro i cittadini votano i candidati nazionali iscritti a liste di partito, che possono far parte dei gruppi parlamentari o meno. I gruppi parlamentari di Bruxelles corrispondono, in linea generale, alle grandi famiglie politiche europee: il PPE (Partito Popolare Europeo) è il gruppo maggiore, di matrice democristiana e popolarista: è il partito del centro/centro-destra moderato, a cui sono iscritti, nel caso italiano, Forza Italia, Nuovo Centro Destra e UDC.

Seconda forza europea è il PSE (Partito Socialista Europeo), che contrappone ai Popolari le idee e i valori di centro-sinistra, di stampo sociale e riformista, a favore dei lavoratori. Ne fanno parte, in Italia, PD e PSI.

Terzo gruppo parlamentare, al PE, è ALDE (Alleanza liberali e democratici europei). Promuovendo i valori del liberalismo politico e del liberismo economico, ALDE è una forza politica di centro, sostiene appieno l’economia di mercato e quindi l’europeismo e, in una certa misura, il federalismo. In Italia sono iscritti all’ALDE i Radicali italiani, l’Italia dei Valori e il PRI.

Seguono poi, in percentuali minori di consenso, i Verdi, i Conservatori, gli euroscettici (radunatisi nel gruppo MELD), naturalmente i non iscritti e il Partito della Sinistra Europea, a cui, novità di quest’anno, ha aderito la lista “L’Altra Europa con Tsipras”. Questa, costituitasi nel 2014, è una lista di sinistra, vicina alle idee dell’eurocomunismo di Berlinguer e contraria all’austerità del fiscal compact e delle politiche europee di rigore economico, che vengono accusate di neo-liberismo.

Abbozzata questa panoramica dei partiti europei, è bene che tutti seguano con attenzione le vicende che ci separano dalle elezioni del 25 maggio, e che tutti s’informino adeguatamente, al fine di votare per la lista che, davvero, si ritiene la più idonea a plasmare le legislazioni UE.

L’Europa, intesa come comunità politica, è un corpo ibrido, ancora in via di sviluppo e spesso difficile da capire e da condividere. Tuttavia, se questo “strano oggetto” viene maneggiato bene, può recare grandi benefici: è opportuno che tutti ne leggano attentamente le istruzioni per l’uso.

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