beppe

Sono mesi, ancor prima della campagna elettorale che non perdi occasione di gridare che:

“sono tutti morti, che vinci sicuro, che tu sei diverso, che manderai tutti a casa e molti in galera, che un secondo dopo il trionfo processerai politici, imprenditori e giornalisti, che sei “oltre Hitler” e farai “una marcetta su Roma”, che l’Ebetino è “figlio di Troika” e quando perderà “verrà punito come accade con i mafiosi”, che “stavolta #vinciamonoi”, che “abbiamo già vinto”, che sono tutti mummie, defunti che camminano, che è “inesorabile, governeremo noi”, che “Napolitano dovrà sciogliere immediatamente le Camere”, che sarà il giorno “della Liberazione”, che “sarà una marcia trionfale: l’Ebetino è il niente, il nulla”, che “noi secondi dietro al Pd? Fantascienza”, che “abbiamo superato il Pd, sfonderemo quota 30%”, che “dopo il 25 via sia Renzi che Napolitano”, che “caro Schulz, diventeremo un tornado, comincia ad aggrapparti alla Merkel, poi sarai mandato a fanculo anche tu”, che “libereremo il Paese dalle macerie con il caterpillar”, che per il Pd sono “gli ultimi giorni di Pompei”, che Renzi “affonderà con Berlusconi” e che poi sarà “cancellato dalla storia”;

 

hai detto tutto questo e moltissimo altro, e poi hai persino aggiunto “su una cosa non ho dubbi: o vinciamo, o stavolta davvero me ne vado a casa. E non scherzo”, e alla fine che succede? Fai un flop clamoroso, prendendo la metà dei voti del “pdmenoelle”.

Beppe, vai casa, torna nella tua Genova e “stai sereno”.

Diego Remaggi)

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