piatto

Credo che la domanda più comune nelle cucine degli italiani sia: “Cosa c’è per pranzo/cena?” e la seconda sia: “Cosa c’è in questa ricetta?”. Siamo parecchio curiosi di sapere ciò di cui andiamo a nutrirci, per non trovare sorprese sgradite.

Ci sono però alcuni cibi che qui sono considerati “schifezze” ma che altrove sono parecchio appetibili. Per esempio il vino di serpente del sud est asiatico e quello di mini-topo coreano (ottenuto dall’infusione in alcol del corpo intero dell’animale), l’uovo centenario cinese (in realtà sono circa 3mesi di conservazione in acqua, sale, cenere, calce viva, carbone), il fugo giapponese (il famoso pesce palla che, se non accuratamente trattato, può causare la morte), il tong zi dan cinese (uova bollite nella pipi di giovani fanciulli in età prepuberale), il hákari islandese (squalo seppellito qualche mese e lasciato fermentare nei suoi stessi fluidi corporei), le ostriche Rocky Mountain (che non sono ciò che sembrano: in realtà si tratta di testicoli di toro fritti) e il caffè black ivory thailandese (i cui chicchi vengono fatti mangiare a un elefante e poi recuperati direttamente dalle sue feci prima della preparazione della bevanda).

Poi ci sono cibi a cui stiamo cominciando ad abituarci, come quelli appartenenti alla categoria “insetti & co”: ragni fritti, larve del legno in zuppa, cavallette con lime e aglio e vermi alla tequila fanno parte delle possibilità che stiamo valutando come reali. Anche perché questo tipo di alimentazione ormai è comune sui menu dei ristoranti stellati: la “Farina di vermi grigliata con zucca e polenta al gusto di nocciole e arachidi” e la “Pastafrolla con grilli e farina saracena” sono molto richiesti all’Aphrodite dello chef Davide Faure e René Redzepi, il re, da alcuni anni, del 50 Best Restaurant, al suo Noma abitualmente porta in tavola le formiche allo yogurt.

Per quanto riguarda i ristoranti, però, dobbiamo far notare che ci sono certe cose che nel piatto appaiono con minor frequenza, come l’abbinamento formaggio e confettura, la cucina molecolare a tutti i costi, i tortini dal cuore di cioccolato, la carta delle acque, i crudi e le tartare.

Siamo in trasformazione ed in evoluzione, come sempre, ma è anche questo il bello della cucina, no?

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