Manifestazione Anci per lo sblocco dei crediti alle imprese

Giovedì 12 giugno, su Twitter, Beppe Grillo è tornato a criticare Federico Pizzarotti, sindaco di Parma del Movimento 5 Stelle. La questione aveva questa volta a che fare con l’inceneritore di Ugozzolo. L’impianto, di proprietà della IREN, era stato al centro di diverse polemiche e procedimenti giudiziari ed era stato molto contestato in città da Federico Pizzarotti, quando era candidato, e dal Movimento 5 Stelle, che ne aveva fatto uno dei temi principali della campagna elettorale per le amministrative del 2012: avevano promesso di bloccare il progetto, anche a costo di pagare delle penali.

Pizzarotti ha risposto a Beppe Grillo con un post su Facebook:

“Nel merito: Caro Beppe Grillo, solo quando da cittadini ci si fa Stato, si comprende la differenza tra ciò che si può fare e quello che si vorrebbe fare, con i massimi poteri che un sindaco ha a disposizione. Se mi avessi chiamato invece di scrivere, ti avrei spiegato che non esistono penali che permettono la chiusura dell’impianto, che è privato. Le frasi riportate da Bugani (che sul blog del comico genovese ha scritto “Non mi piace chi fa il furbo e soprattutto non mi piace chi fa il furbo nel M5S. Prima di diventare sindaco di Parma io avevo letto delle promesse da parte di Pizzarotti” ndr.), dal libro di Incerti, risalgono a pochi giorni dalle elezioni, quando da cittadini appena eletti non avevamo ancora tutte le informazioni a nostra disposizione.

Leggo questi post critici, ma non ho mai letto una riga sul fatto che siamo stati la prima città Italiana di medie dimensioni ad entrare nei Comuni Virtuosi. Non penso che questo contribuisca a far capire gli obiettivi che, tra le difficoltà di un Comune senza soldi, stiamo raggiungendo.

La questione non è più in mano al Comune, ma è passata alla Regione. Il nuovo piano di smaltimento rifiuti regionale rischia di vanificare gli ottimi risultati raggiunti con la raccolta differenziata: 66,5% in soli 2 anni. Questo ha obbligato a spegnere una delle due linee dell’inceneritore. E possiamo ancora affamarlo portando tutta la provincia oltre il 70%.

Il prossimo passo? Il Movimento 5 Stelle di Parma ha intenzione di organizzare una manifestazione in Regione, coinvolgendo tutti gli eletti e attivisti regionali per bloccare il nuovo piano rifiuti regionale, che prevede di far entrare rifiuti da fuori provincia. Io ci sarò, mi auguro ci sarai anche tu.

Io ogni giorno, con impegno e umiltà, porto avanti i valori di un Movimento che abbiamo contribuito a costruire.

A questo punto ti chiedo: vuoi continuare con questo atteggiamento, fidandoti di gente che vuole il male del Movimento, o vogliamo tornare a risolvere i problemi dei cittadini?”.

Insomma, il clima è teso. Lo sanno i vertici (Gianroberto e Beppe), lo sa la base (gli iscritti al blog e i simpatizzanti), lo sanno i parlamentari eletti a Roma che ogni tanto dicono la loro sull’ormai difficile rapporto tra il Sindaco di Parma e il presidente del partito che non è un partito, che è un movimento, ma non è un movimento.

Le acredini però non si possono negare. Non è nemmeno troppo importante rimarcare l’apologia dell’estremismo euroscettico cui i “grillini” più puri hanno dato il consenso. Sarebbero gli stessi che affosserebbero Pizzarotti se solo il saltimbanco Grillo desse l’ok?

Da molte parti, il sindaco di Parma è visto come la “pars construens” di un partito che ha sorpreso tutto il Belpaese ed è pronto ad entrare in Europa. Ma fino a che punto? Fino a quando Pizzarotti continuerà a schierarsi dalla parte del “pater familias” per poter ancora ricevere il supporto verso il suo operato da tutti gli attivisti?

Si è persino parlato di voler togliere a Parma il vessillo delle 5 stelle. Se ne è parlato. Anche se poi Lanutti, Casaleggio e il medesimo Grillo hanno poi smentito ogni voce.

Sembra quasi che Parma sia un’isola su cui il grillismo nazionale si trovi a fare i conti con quello locale, l’autorità di un Sindaco messa a confronto con quella di un leader che ormai sembra sempre più accentratore. E in questo senso la città ducale ha segnato la storia del 5 Stelle, divenendo, complicando, dimostrando che nessuna politica è più nuova di altre, che nessun compromesso può essere evitato quando in gioco ci sono le persone e non gli ideali della Rete.

Che dire poi della frattura interna ai pentastellati parmigiani? Negata, confermata, bilanciata da comunicati di smentita, allontanata da conferenze stampa in cui si vuol palesare un’unità provinciale che fuga ogni dubbio di frattura.

Grillo e Pizzarotti, due facce di un partito che inizia a diventare stretto, ancor più ora che in Europa dovrà fare i conti – e sedersi accanto – agli estremismi, nazionalismi, indipendentismi di un gruppo fuori controllo.

La situazione evolverà? A Parma, come in Europa?

Staremo a vedere.

(D.R.)

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